Buongiorno! Tanti anni fa ho letto il tanto amato Gideon la Nona... e non mi è piaciuto per niente. Ora, grazie all'abbonamento Audible mi ritrovo a dare una seconda chance a Tamsyn Muir e, nonostante ancora qualche scelta che mi ha fatto storcere il naso, mi sono ricreduta su questa autrice!
Certo, considerati i costi (sproporzionati!) di cartaceo ed ebook, vi consiglio l'audiolibro (9,99€ per un mese ma potete ascoltare tutti i libri del catalogo) ma dategli una possibilità: ne vale la pena.
AUTORE: Tamsyn Muir Oscar Fabula
COLLANA: 15,00€
PREZZO (CARTACEO):
PREZZO (EBOOK): 9,99€
TRAMA: Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l'ha fatto proprio a regola d'arte.
Ogni piano ospita un mostro ripugnante: si va da un drago con le scaglie tempestate di diamanti a un branco di goblin bavosi.
Se un principe riuscirà a raggiungere la cima, verrà ricompensato con una spada dorata e con l'adorabile principessa Floralinda.
Ma nessun principe è ancora riuscito a conquistare il pianterreno, figuriamoci ad arrivare al quarantesimo.
Anzi, a dirla tutta, la scorta di nuovi principi sembra essersi esaurita.
Gideon la Nona di Tamsyn Muir è una serie amata da tanti... ma non da me. Ho fatto una grande fatica a leggere il primo libro, sia per la trama caotica, che il particolare stile di scrittura, così la decisione di non continuare la lettura della saga e, negli anni, non ho mai cambiato idea (che io sappia i lettori sono da anni ad aspettare l'ultimo volume).
Tuttavia quando Oscar Vault ha annunciato la pubblicazione di una delle novelle della Muir, La Principessa Floralinda e la torre di quaranta piani, ho deciso di dare una seconda opportunità a questa autrice. Dopotutto si tratta di una novella breve, non collegata a Gideon la Nona, e soprattutto inclusa nell'abbonamento Audible.
E, alla fine, sono stata contenta di averla letta (o meglio ascoltata!).
La Principessa Floralinda è una novella che gioca con un tema che è diventato ormai un classicone degli ultimi anni: il ribaltamento degli archetipi della fiaba.
Floralinda è infatti la classica principessa delle fiabe che viene fatta prigioniera da una strega e rinchiusa in una torre di quaranta piani, ognuno di questi infestato da terribili mostri.
La strega rassicura Floralinda, dicendole che un principe verrà presto a salvarla, ma nessuno di loro riesce ad andare oltre al pianterreno, dove fa la guardia un drago dalle scaglie di diamante.
Così Floralinda si crogiola nella noia fino a che nella sua torre non finisce una fatina (anzi fatin*): Ragnatela, scorbutica e prepotente. Eppure, rinfrancata dall'inaspettata compagnia, la principessa mette in atto un piano all'apparenza folle: uscire lei stessa dalla torre, ripulendo tutti i piani dal trentanovesimo all'ingresso.
La Principessa Floralinda è una novella ironica e dissacrante. Ho apprezzato il personaggio di Floralinda e ho trovato la sua caratterizzazione originale. Non è né la classica principessa in pericolo né la guerriera ribelle, ma una ragazza cresciuta nella bambagia che si trova tutto d'un tratto in una situazione più grande di lei e riesce, con gradualità, a trovare un modo per uscirne.
Anche Ragnatela mi è piaciuta nel suo essere (volutamente) insopportabile, mentre invece avrei voluto saperne più sulla strega, le cui comparsate sono sempre ad effetto ma che non posso definire un personaggio, visto che di lei non vi viene detto nulla, nemmeno un nome!
La scrittura della Muir mi ha colpito. Ho infatti amato il tono ironico e scanzonato di questa storia, che dimostra quantomeno che l'autrice non solo sa scrivere bene, ma ha anche studiato come si scrive. Quanto avrei voluto innamorarmi a questo modo anche di Gideon la Nona.
Solo il finale non mi ha convinto, un po' perché l'ho trovato frettoloso (come tutta la seconda parte della novella), un po' perché non ho apprezzato il finale scelto per la protagonista (*).
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline. La Principessa Floralinda è una novella corta, divertente e ben scritta, che mi ha riappacificata con la prosa di Tamsyn Muir. Peccato per il finale, che non è stato di mio gradimento, ma se penso al ricordo che mi ha lasciato il romanzo precedente di questa autrice, beh... è stato comunque un grande miglioramento!
(*) Capisco che per questioni di ripetitività, l'autrice a un certo punto abbia accorciato la narrazione e la discesa ai piani inferiori della torre sia risultata fin troppo rapida. Tuttavia il finale con la nuova principessa imprigionata nella torre e Floralinda a fare il mostro al piano terra non mi è proprio piaciuto. Insomma, capisco l'ironia tagliente della Muir e la volontà di sovvertire gli stereotipi, ma la conclusione scelta mi é sembrata il modo peggiore per concludere l'arco narrativo di Floralinda


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