Ciao a tutti. Originariamente avrei dovuto parlarvi di Daggermouth per il RARE di Berlino ma l'autrice ha cancellato la sua partecipazione all'ultimo. Speriamo che riesca ad essere presente almeno a Firenze, visto che Daggermouth è una delle migliori letture di questo 2026.
AUTORE: H.M Wolfe
COLLANA: Tor Bramble
PREZZO (CARTACEO): 24,50€
PREZZO (EBOOK): 9,99€
TRAMA: Mercy no longer exists.
New Found Haven is carved into rings of privilege and poverty, ruled by the masked elite who will do whatever it takes to hold onto power.Obedience is demanded.
Greyson Serel has spent his life caught between two worlds. Publicly, he’s the flawless heir to the presidency. Privately, he’s entangled in secrets that could topple the regime. But when he’s forced into a political marriage meant to bind him tighter to the government’s brutal laws, he finds himself shackled to a bride who is as lethal as she is unwilling.
Rebellion is crushed.
Shadera Kael is a mercenary raised to kill, not to wed. Yet when her bullet misses its mark, survival leaves her bound to the very man she was sent to eliminate. Trapped inside the corrupt Heart, the centre of the city, she becomes both prisoner and wife, her every step watched, her every move tested.
Nothing is what it seems.
Their union is no love story – It’s a battlefield. As secrets come to light and betrayals fester within the walls of power, Greyson and Shadera must decide between annihilating one another or burning the city to the ground together.
The Heart consumes.
In a world where passion incites rebellion and loyalty is paid for in blood, their forced bond may be the spark that ignites a revolution because . . .
Love outside of your ring is a death sentence.
Il dark romance è forse il sottogenere della letteratura romantica più difficile da scrivere. Se scritto bene, infatti, è un genere ingiustamente criticato, che invece può avere un effetto catartico sul lettore e regalare storie ad alto impatto emotivo, ma se scritto male si sgonfia in un secondo, lasciando dietro di sé un mappazzone cringe di tropes abusati e di trigger warnings mal sviluppati. In pratica è il soufflé del genere romance.
E H.M. Wolfe è riuscita, con Daggermouth, a sfornare un ottimo soufflé.
Non é un caso che quest'opera sia stata acquistata dalla solita grande casa editrice a tempo di record (ma non così in fretta da non permettermi di leggere, per una volta, la versione indie).
Daggermouth è un dark romance distopico ambientato nella comunità di New Haven, venutasi a creare dopo che un evento catastrofico ha modificato il mondo così come lo conosciamo. (*) Fin qui nulla di nuovo.
Anzi, la stessa New Haven è, come spesso accade nelle distopie, divisa in settori: il Boundary, le periferie dove vive la popolazione comune (che ovviamente non se la passa molto bene), il Cardinal, residenza della middle class, e l'Heart, dove risiede l'élite della società. Nell'Heart i ricchi devono sempre indossare una maschera che ne celi il volto, pena la morte.
Shadera è cresciuta nel Boundary, è una mercenaria senza scrupoli ed è stata incaricata di uccidere Greyson Serel, figlio ed erede del dittatore di New Haven, Maximus Serel. Tuttavia quando viene scoperta, Greyson si toglie la maschera in sua presenza, condannandola: i due sono così destinati o alla morte o al matrimonio. E il presidente Serel opta proprio per questa seconda opzione: costringendo i due giovani a un matrimonio sotto i riflettori, spacciandoli come simbolo dell'unione tra Heart e Boundary.
Daggermouth però non è solo la storia di un matrimonio combinato e di una ribellione contro il solito regime distopico. Oltre a Greyson e Shade, infatti, leggiamo di Lira, la sorella di Greyson, trattata dal padre come una merce di scambio che sogna di autodeterminarsi e prendere in mano il proprio futuro, di Callum, il migliore amico del protagonista, coinvolto in loschi affari più grandi di lui, e di Jameson, innamorato di Shade nonché unico disposto a rischiare la vita per salvarla. Oltre ovviamente di Maximus Serel, uno degli antagonisti peggiori (e non per caratterizzazione, anzi, visto che si tratta di un personaggio più complesso di quanto possa apparire) di cui mi sia capitato di leggere negli ultimi anni.
Daggermouth onestamente mi ha sorpreso. È un romanzo lungo (oltre cinquecento pagine) in cui l'autrice si prende tutto il tempo necessario per caratterizzare personaggi e ambientazioni, nonché per sviluppare una trama ricca di colpi di scena.
Nonostante questo non c'è un capitolo in cui mi sia annoiata: la Wolfe riesce infatti con abilità a calibrare il ritmo, alternando parti più riflessive a capitoli densi d'azione, fino a culminare in un finale rocambolesco che tiene sulle spine il lettore (**).
Un altro aspetto che ho apprezzato è la caratterizzazione dei personaggi. La Wolfe ha svolto un ottimo lavoro nel dare vita a personaggi così diversi fra loro e nel permettere al lettore di sentirsi coinvolto nella narrazione (cosa non facile visto che la storia è narrata in terza persona) ed empatizzare con le loro sventure (e sono parecchie!)
I trigger warning in questo libro sono tanti e soprattutto sono "veri". (***) Le scene violente sono parecchie e molto grafiche, eppure sono tutte funzionali allo sviluppo della narrazione e ho apprezzato come la Wolfe non inserisca nulla per caso, anzi dietro ogni dettaglio si intravede un accurato lavoro di pianificazione.
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Daggermouth è stata una delle migliori sorprese degli ultimi mesi, nonché uno dei romanzi self più curati (sia a livello di contenuto che grafico) che abbia mai letto (****). Adesso attendo con ansia la pubblicazione del secondo e ultimo volume della serie, Python, sperando che l'autrice riesca a chiudere al meglio tutte le sottotrame aperte in questa prima parte della dilogia.
(*) Su cui immagino verranno forniti più dettagli nel volume conclusivo della dilogia, visto che questo aspetto del worldbuilding viene menzionato brevemente sì e no a tre capitoli dalla conclusione del romanzo.
(**) Purtroppo il romanzo si chiude con un cliffhanger grande come una casa. E non sarebbe stato un problema se non fosse che con l'acquisizione e la ripubblicazione del titolo il seguito è stato posticipato al prossimo anno!
(***) Molto spesso ho l'impressione che i trigger warning siano esagerati rispetto al loro impatto sulla narrazione. Beh, non è il caso di Daggermouth!
(****) È quasi un peccato che sia stato quasi subito tolto dal mercato per venire ripubblicato dalla solita grande CE perché a mio avviso era un valido esempio di come i libri autopubblicati non avessero nulla da invidiare ai titoli più in vista degli ultimi mesi.



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