domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua! Recensione: Un matrimonio perfetto - Jeneva Rose

Buona pasqua cari lettori! Oggi vi lascio la recensione di un giallo che ho letto a gennaio e che non mi ha convinto appieno (anzi, mi ha fatto decisamente arrabbiare). Sto parlando di Un matrimonio perfetto di Jeneva Rose

TITOLO: Un matrimonio perfetto 
AUTORE: Jeneva Rose 
COLLANA: Newton Compton Editore  
PREZZO (CARTACEO): 3,90€
PREZZO (EBOOK): 0,99€ 
TRAMA: L’amante è morta
e la moglie è la sua unica speranza
Sarah Morgan è uno degli avvocati difensori più famosi e potenti di Washington DC. A soli trentatré anni, è stata nominata socia dello studio in cui lavora, e la sua vita non potrebbe andare meglio. Purtroppo, lo stesso non si può dire di quella del marito Adam. Adam è uno scrittore in crisi. Non ha mai avuto particolare successo nel suo campo, e il matrimonio con Sarah comincia a essere fonte di frustrazione, dato che la moglie è sempre impegnata. Così, Adam inizia un’appassionata relazione extraconiugale con una donna di nome Kelly Summers. La situazione precipita quando Kelly viene trovata morta nella seconda casa di Adam e Sarah, dove i due amanti erano soliti trascorrere le loro notti clandestine. Adam viene subito accusato dell’omicidio, e Sarah si fa avanti per difenderlo. Ma sarà in grado di dare il meglio di sé, battendosi per scagionare l’uomo che l’ha tradita? E soprattutto: Adam è davvero innocente?



Un matrimonio perfetto è un thriller di Jeneva Rose, autrice inglese di gialli che ha riscosso un discreto successo tra gli appassionati del genere, soprattutto sui social.
La protagonista, Sarah, è un avvocato di successo che si trova a difendere in tribunale il proprio marito Adam, accusato di aver ucciso l'amante e il bambino che portava in grembo.
Pur essendo un libro pieno di difetti, non posso negare che la lettura di Un matrimonio perfetto sia stato un ottovolante di emozioni.
La storia è raccontata attraverso il doppio punto di vista di Adam e Sarah, coniugi all'apparenza innamorati ma in realtà molto più in crisi di quanto vogliano dare a vedere. Sarah è di successo, ma passa le sue intere giornate a lavorare, Adam è in crisi creativa, passa le sue giornate senza riuscire a scrivere e così, tra noia e delusione, intreccia così una relazione con la giovane Kelly.
I due protagonisti sono... detestabili. Sarah è una malata di lavoro, fredda e cinica; Adam è un bambino viziato, senza spina dorsale. Li ho detestati entrambi dalla prima pagina, ma non ho dubbi che l'autrice abbia voluto dipingerli apposta così, imperfetti e difficilmente sopportabili.
La scrittura, invece, mi è piaciuta. la prosa di Jeneva Rose è semplice, veloce, scorrevole: l'ideale per un thriller. La scelta del doppio PoV permette invece di assistere alla storia da una doppia prospettiva, anche se personalmente non mi ha fatto empatizzare né con Adam, né con Sarah.
Il finale è sicuramente d'impatto e inaspettato. peccato che, prima di iniziare questo libro, avessi letto un altro thriller (*), di un'altra autrice, con una conclusione davvero simile... e abbia nutrito sospetti su un certo personaggio fin dall'inizio. Non dico che non sia una soluzione plausibile, anzi rispetto all'altro romanzo l'ho trovata più credibile, però mi ha lasciato comunque con l'amaro in bocca, soprattutto per quanto riguarda l'epilogo, che ho trovato per alcuni versi affrettato, per altri non coerente con quanto successo in precedenza (**).
Dunque la mia valutazione è di tre stelline. In generale Un matrimonio perfetto non mi è dispiaciuto: è ben scritto, é dotato di diversi colpi di scena e di un finale che, nel bene o nel male, non mi ha lasciata indifferente. Tuttavia non ho apprezzato particolarmente né la protagonista né la risoluzione del mistero e in tutta onestà non sono nemmeno sicura di voler leggere il seguito.


(*) Potenzialmente spoiler: sto parlando di Non mentire di Frieda McFadden.
(**) Considerazioni spoiler: alla fine l'assassina è Sarah. Altro che "mi hai tradito ma fa lo stesso", il suo piano è una macchinazione degna dei migliori serial killer: non solo vendicarsi del marito, ma addirittura farlo prima incarcerare e poi giustiziare da innocente. Avevo intuito potesse essere lei la colpevole: non solo a causa dell'ispirazione del libro della McFadden, ma anche perché per tutto il libro viene ripetuto che è la migliore del suo studio e poi non riesce nemmeno a far riaprire il processo e si comporta come la peggiore degli avvocati d'ufficio. Non ho niente contro questa soluzione, tuttavia il finale, con Adam giustiziato  e lei che se ne va impunita mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Non solo perché in fondo l'unico reato di Adam è di non essere stato in grado di tenersi l'attrezzo nelle mutande, ma quanto più per Sarah che si ricostruisce una vita... con Bob! Ma perché, Jeneva? Perché Bob, il personaggio più antipatico dell'intero romanzo, con cui tra l'altro si odiava fino a due pagine prima? Capisco che lui era l'altra metà del complotto, ma la rivelazione sul loro rapporto è giunta come un fulmine a ciel sereno (e non è mai un bene nei gialli!) e mi è sembrata tanto, troppo azzardata (se non campata per aria).

2 commenti:

  1. Cos'hai contro i malati di lavoro? 😠😠😠
    -Dott. Teutronico

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    Risposte
    1. Era un giudizio personale sul personaggio di Sarah. Mi spiace averla offesa, Dott. Teutronico

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