martedì 3 settembre 2019

Review Party: Nevernight. Mai dimenticare - Jay Kristoff

Ciao a tutti! Ecco il primo post della serie dedicata a Nevernight: questo è la recensione del primo volume, il cui sottotitolo italiano è "Mai dimenticare".
Pronti a immergervi nel mondo di Mia Corvere? 


TITOLO: Nevernight. Mai dimenticare
AUTORE: Jay Kristoff
COLLANA: Oscar Vault 
PREZZO (CARTACEO): 20,00€
PREZZO (EBOOK): 9,99€
TRAMA: In un mondo illuminato da tre soli che non tramontano mai, la giovane Mia Corvere approda alla Chiesa Rossa, una sorta di "Hogwarts dei sicari". Vuole diventare un'assassina per vendicare la sua famiglia. Riuscirà ad entrare nell'esclusiva accademia?
Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un’arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici – e gli amici – più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all’omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.


È una delle uscite più attese dell'anno, se non la più attesa. È un libro di cui avevo sentito solo meraviglie: tutti lo amano, tutti lo adorano, molti lo definiscono il "libro della vita".
Stiamo parlando, se non lo avete ancora capito, di Nevernight di Jay Kristoff che, a grande richiesta, finalmente arriva in Italia in un'edizione molto curata edita da Oscar Vault.
E io? Confesso: se all'inizio non nutrivo grande interesse per Jay Kristoff, tutto l'amore riversato dai suoi fan nei confronti di questa serie, tutto questo hype, tutta questa eccitazione hanno alimentato la mia curiosità.
Dopotutto Nevernight è comunque un'opera che sento nelle mie corde: tra le sue pagine, infatti, c'è tutto ciò che cerco in un libro. La protagonista, Mia Corvere, è una ragazza di sedici anni che ha un solo scopo nella vita, quello di vendicare la morte dei membri della sua famiglia ad opera di Julius Scaeva, console della Repubblica di Itreya e dei suoi seguaci: per questo motivo viene iniziata alla Chiesa Rossa, una sorta di Hogwarts oscura e piena di segreti e pericoli, in cui al posto dei maghi vengono addestrati i futuri assassini consacrati alla dea della notte Niah.
Alla fine della lettura devo dire che sì, Nevernight è un gran romanzo, ma non è il libro che mi ha sconvolto l'esistenza. La colpa forse è dell'unico difetto, se si può chiamare così, del romanzo: il fatto che la trama pecchi un po' di originalità.
Cover USA 
Arya Stark va ad Hogwarts potrebbe esserne un limitato, seppur calzante, riassunto: anche se in realtà più che la storia della scuola di magia più famosa del mondo la Chiesa Rossa mi ha molto ricordato La Casa del Bianco e del Nero che chi ama i romanzi di George R.R. Martin conosce bene.
Eppure Nevernight ha molti pregi e molti altri elementi originali, se non addirittura unici, che ti fanno dimenticare tutto ciò che ho detto prima. .
Il world building, per esempio, è letteralmente eccezionale: ho adorato, nonostante i nomi impronunciabili, il mondo creato da Jay Kristoff, con la sua moltitudine di popoli, usi e costumi, e bizzarre vicende storiche. L'autore non si è limitato a creare una cornice per la sua storia, ma ha dipinto un intero quadro, ispirato un po' alla Roma repubblicana, un po' alla Venezia medioevale, con tante altre contaminazioni culturali.
Al fine di non appesantire troppo la narrazione, tutti i particolari sul mondo che ospita Nevernight, vengono raccontati in note a piè di pagina: nonostante alcune siano davvero molto lunghe, ho comunque apprezzato questa scelta, perché permette di inserire aneddoti, storie e affini evitando inutili spiegoni e permettendo al lettore che non è interessato di saltarli.
Un altro pregio assolutamente da riportare è lo stile di Jay Kristoff, che descrivere come particolare è dire poco. La scrittura di Kristoff è difficile da descrivere: ironica, sensuale, evocativa, è assolutamente originale e conferisce a questo romanzo quell'unicità che la trama non gli garantisce. Il romanzo è scritto in terza persona da un narratore esterno che, ogni tanto, non si astiene dall'esprimere i suoi commenti: in genere non sono un'amante di questo espediente, ma in questo caso la voce del narratore è talmente sagace che avrei preferito che esprimesse più spesso la sua opinione.
Anche la protagonista mi è piaciuta: Mia Corvere è un personaggio complesso e sarcastico, di quelli a cui, nonostante un carattere particolare, ci si affeziona facilmente.
Accanto a lei si muovono diversi personaggi secondari, tutti comunque bene approfonditi e, almeno la maggior parte, capaci di catturare l'affetto del lettore: tra loro, degno di menzione è Messer Cortese, o, in lingua originale, Mr Kindly, un gatto nero fatto di ombre inseparabile compagno di Mia Corvere nelle sue avventure. Messer Cortese è ironico e sarcastico proprio come Mia ed è presto diventato il personaggio preferito non solo della sottoscritta, ma anche di legioni di lettori.
In conclusione, cosa posso dirvi di questo romanzo?
Nonostante tutto l'hype che si è creato attorno (che a volte, invece di attrarre il lettore, finisce per allontanarlo) Nevernight rimane una lettura che merita. Non è stato il mio romanzo della vita, come lo è stato per altri, però è un libro dotato di quel qualcosa, di indefinibile a parole, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine, che ti  porta a formulare le teorie più assurde, che ti fa desiderare che la lettura duri per sempre al tempo stesso che finisca subito per scoprire il finale della vicenda.
Per questo motivo la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo, sperando di riservare le cinque stelline al secondo volume della serie, I Grandi Giochi, o, se leggete in inglese, Godsgrave.



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