lunedì 6 agosto 2018

Recensione arretrata: La moglie del califfo - Renée Ahdieh

Buongiorno. Questa sarà una settimana di recensioni arretrate... particolari. Infatti a inizio mese è uscita la raccolta di novelle Le notti del califfo, che conclude la serie di Renée Ahdieh, serie di cui avevo letto entrambi i volumi... ma non avevo pubblicato nessuna recensione, pur avendole già scritte entrambe!
Quale migliore occasione per recuperarle, se non nel mio "mese dei buon propositi"?


TITOLO: La moglie del califfo
AUTORE: Renée Ahdieh
COLLANA: Newton Compton Editore
PREZZO (CARTACEO): 5,90€
PREZZO (EBOOK): 3,99€
TRAMA: Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.
Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.


Orientaleggiante, elegante, evocativo. In un solo aggettivo: bello. Potrei chiudere qui la recensione perché basta un'unica parola per definire la Moglie del Califfo di Renée Ahdieh, ma immagino che voi vogliate sapere perché a me, così come a tanti altri lettori sparsi per il globo, sia piaciuto così tanto. 
È l'insieme, in questo caso, che fa la differenza: non c'è un solo aspetto di questo romanzo che mi abbia delusa, dalla trama ai protagonisti, allo stile dell'autrice. È un trionfo su tutta la linea? Non completamente, molti punti della storia rimangono oscuri, da approfondire nel seguito e nelle brevi novelle pubblicate, ma, in ogni caso, si tratta di un ottimo esordio che si merita tutto il clamore con cui è stato accolto.
Partiamo dalla storia: sapevo che si ispirava alle Mille e una Notte, ma non sapevo esattamente cosa aspettarmi di preciso. All'inizio ho fatto fatica ad immergermi nelle vicende, troppi personaggi, troppi nomi complicati, troppe "h" sparse qua e là, ma, una volta che mi sono abituata al complesso mondo creato dall'autrice, sono riuscita finalmente a concentrarmi sulla storia vera e propria.
L'ho adorata... e meno male che ho pronti sia il seguito che le novelle, perché non sarei riuscita ad aspettare un anno senza sapere come finisce.
Passando ai personaggi, anche qui Renée Ahdieh è riuscita a fare la differenza. Solitamente mi trovo ad odiare le protagoniste femminili, talvolta poco decise, talvolta antipatiche a prima vista, ma con Sharzhad è stato tutto diversi. Shazi, così è soprannominata, ha conquistato subito anche me, con il suo senso dell'umorismo brillante e pungente, con la sua forza di volontà e, al tempo stesso, con la sua grande umanità. È uno dei personaggi meglio riusciti del romanzo, ed è sicuramente uno dei motivo del suo successo.
Anche il personaggio di Khalid è riuscito a sorprendermi, distaccandosi sia dall'immagine di mostro sanguinario che ci viene presentata all'inizio, che dagli stereotipi del genere: spero che nel seguito venga approfondito ancor più, perché le sue potenzialità sono enormi. Persino i comprimari fanno la loro bella figura: Tariq, Jalal, Despina... Al di là dei nomi, esotici e complessi che ho fatto fatica ad imparare (e che per almeno metà del libro ho continuato a confondere) non si limitano ad essere comparse da una sola riga, ma sono parte vitale e fondamentale della storia, con le loro personalità e le loro vicende personali, che a volte intrigano più della trama principale.


Lo stile della Ahdieh è elegante, elaborato ed evocativo. Questi tre aggettivi, tutti inizianti per e, identificano alla perfezione la scrittura dell'autrice, che forse perde un po' di magia passando dall'inglese all'italiano, ma riesce comunque a conservare quel fascino antico e moderno al tempo stesso, che rende questo romanzo differente dagli altri retelling. La Rosa del Califfo è sì una rielaborazione de Le mille e una notte, con una storia più lineare e una protagonista che è una vera e propria ragazza dei nostri tempi, ma al tempo stesso conserva quelle atmosfere da fiaba che caratterizzavano anche la raccolta originale e che costituiscono quel qualcosa in più che strega il lettore fin dalle prime pagine.
Menzione d'onore inoltre alla casa editrice che ha mantenuto la splendida copertina originale, e che ha lasciato la comodissima, almeno per me, appendice dei nomi, che mi ha aiutato, soprattutto all'inizio, a districarmi nel complicatissimo mondo di appellativi e titoli introdotti dalla Ahdieh.
In conclusione? La mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Credo che sia uno dei migliori retelling degli ultimi anni, un must-read soprattutto per gli amanti di questo genere, che non posso fare altro che consigliare a tutti gli appassionati!

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Infatti. Sono stata felice che la Newton abbia portato in Italia questa serie, e confido faccia lo stesso con la nuova duologia della Ahdieh

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