martedì 11 maggio 2021

Recensione: Fuga a cinque voci - Valerio Dalla Ragione

Ciao a tutti. per motivi personali ho rinviato alcuni post sul blog: questo è il primo, la recensione di un romanzo italiano molto particolare e fuori da ogni schema. Forse troppo, per i miei gusti... 

TITOLO: Fuga a cinque voci  
AUTORE: Valerio Dalla Ragione
COLLANA: Press & Archeos 
PREZZO (CARTACEO): 12,80€ 
PREZZO (EBOOK): 5,99€
TRAMA: Il signor E. ha un problema: che sogna, ma non può saperlo. E quando si sveglia, continua a sognare – ma non può saperlo. Fra le mille e mille immagini scatenate dalle sue visioni notturne, comincia a delinearsi un’idea di base, un chi, e tanti perché: treni diretti al limite del mondo conosciuto, tigri dai denti a sciabola; cosa ci fa il Taj Mahal in Egitto?
...Il tempo di domandarlo, e un’altra corsa è già avviata, c’è un’altra realtà in cui precipitare, un altro sogno, quel baratro di paure e desideri che non può più scegliere di non vedere. Una menzogna, una chimera saggiamente sofisticata – o una verità nuda, semplice, incapace di essere imperfetta.
Una discesa labirintica nei mondi interiori di un individuo attraverso una scrittura informale, visionaria e a tratti sregolata che rivela lo stile di un sorprendente giovane autore.


"Il sogno della ragione genera mostri".
Fuga a cinque voci di Valerio Dalla Ragione mi ha ricordato il titolo di questo celeberrimo quadro di Goya, e non solo per il cognome dell'autore. 
Fuga a cinque voci è un romanzo onirico, nel senso più stretto del termine. 
La storia infatti si svolge infatti all'interno dei sogni del protagonista, il Signor E., il quale si muove fra situazioni insolite ed inquietanti entità, in una storia confusa ed intricata come solo i sogni possono esserlo. La particolarità di questo romanzo è data che questa componente onirica rende tutto imprevedibile: ambientazioni e situazioni mutano continuamente, travalicando anche le leggi dello spazio e della fisica. L'autore dice di essersi ispirato ai propri sogni per delineare le vicende che legano il Signor E. ai vari personaggi che incontra, come il Generatore e l'Interferenza, e questa componente di veridicità rende la storia ancora più intensa. 
Fuga a cinque voci non è un romanzo tradizionale, per questo parlare di sviluppo e caratterizzazione dei personaggi non avrebbe molto senso: dopotutto, non conosciamo nemmeno il nome del protagonista, che viene chiamato sempre e solo Signor E. 
Anche le entità con cui il protagonista ha a che fare sono misteriosi e mutevoli, ora una cosa, ora l'altra: non si capisce se siano creature del caos o prodotti della mente del protagonista, ma di sicuro essi non sono catalogabili in nessuno stereotipo o cliché del genere.
Anche perché Fuga a cinque voci è una storia con un genere tutto suo.
L'autore scrive bene. Il suo stile forse è un po' caotico e, in alcuni passaggi, di non semplice comprensione, ma di certo adatto al tipo di romanzo. La scrittura è ricca di riferimenti artistici, religiosi e persino matematici: tutti questi aspetti così diversi fra loro convivono in una realtà sfaccettata e imprevedibile, come solo la mente umana può essere, e in cui la confusione è voluta. 
Tuttavia, tutto questo essere diverso, dalle solite storie, dai soliti libri, ha avuto per me un risvolto negativo: non sono riuscita ad apprezzare la lettura come avrei voluto. 
Il mio problema, infatti, è dovuto proprio al tipo di storia narrato: in generale amo tutto ciò che è legato ai sogni, specialmente quelli con un significato più profondo di quanto possa apparire a primo acchito, tuttavia queste parentesi oniriche mi piacciono se inserite all'interno di una trama che abbia comunque un inizio, una fine e uno svolgimento, sia esso lineare o arzigogolato. 
In Fuga a cinque voci manca la trama o, anche se c'è, è di difficile comprensione. E, per quanto le situazioni, almeno all'inizio, fossero intriganti, mano a mano che procedevo con la storia veniva a meno il motivo principale per cui leggo un libro: il piacere della lettura. 
Per quanto cerco di aprirmi a tutti i generi, on questo caso ho sentito la mancanza di una storia, di una trama più classica che catturasse la mia attenzione con qualche colpo di scena. Paradossalmente avrei adorato tutte le vicende, a volte completamente prive di senso, del Signor E. se inserite magari in una cornice narrativa più tradizionale. 
Dunque la mia valutazione è di tre stelline. Fuga in cinque voci è sicuramente il libro più particolare che abbia letto in questo 2021: delirante, onirico, caotico, è un romanzo che rifugge la catalogazione in qualsiasi genere e che, a suo modo, si lascia ricordare. Tuttavia, non è un romanzo per tutti: io, che preferisco storia dall'impianto più tradizionale, ho fatto parecchia fatica a concluderne la lettura e, se condividete i miei gusti, difficilmente adorerete un libro così insolito. Tuttavia se amate letture molto particolari o volete sperimentale qualcosa di diverso dalle solite storie, ve lo consiglio. 

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