lunedì 1 giugno 2026

Recensione: Noi - Christelle Dabos

Ciao a tutti. Per questo mese di giugno niente RARE! Oggi vi parlo di Noi, ultimo romanzo di Christelle Dabos, autrice francese conosciuta per la serie dell'Attraversaspecchi (autrice carinissima che ho avuto il piacere di incontrare l'anno scorso a Francoforte).

TITOLO: Noi 
AUTORE: Christelle Dabos 
COLLANA: Edizioni e/o
PREZZO (CARTACEO): 22,80€
PREZZO (EBOOK): 5,99€  
TRAMA: Tutti hanno un Istinto. Tutto è perfetto. Nessuna scelta. Nessuna deviazione. Nessuna libertà. Ma quando alcuni studenti scompaiono nel silenzio generale, si scopre che il Noi non è affatto ciò che sembra.
Dall’autrice dell’Attraversaspecchi, un nuovo straordinario mondo.
Il mondo è dominato dal Noi, entità immateriale che governa tramite gli Altissimi, secondo i princìpi della Burocrazia Istintiva. Gli uomini sono suddivisi in base al loro Istinto, pura espressione del Noi che determina la loro vita e guida le loro azioni. Nell’abbraccio del Noi, tutto è perfetto e l’individualismo è un crimine. Eppure in quell’incrollabile armonia Claire, da poco diciottenne, sa di essere fuori posto. Lo sa e non può dirlo, perché sarebbe un comportamento contrario al Noi. Un comportamento che la Burocrazia Istintiva reprimerebbe senza pietà. Allora vive fingendo, adeguandosi all’andamento generale, ma dentro di sé vuole capire se in quel mondo perfetto è l’unica diversa o ce ne sono altri come lei. La prima avvisaglia che qualcosa non va per il verso giusto ce l’ha quando una sua compagna di collegio sparisce da un giorno all’altro misteriosamente. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di eventi in cui Claire scopre l’esistenza di una setta segreta che conosce ogni risposta. Ma farsi delle domande è proibito.


Noi è l'ultimo romanzo edito da Christelle Dabos, autrice della serie L'Attraversaspecchi, pubblicato in italiano da edizioni e/o. Si tratta di uno young adult, distopico, autoconclusivo e, al contrario di come l'ho visto pubblicizzato, NON è un romantasy (*).
Inoltre è, a mio avviso, uno dei fantasy che più mi ha colpito degli ultimi tempi, nonostante un finale che più ci penso, più mi ha lasciata perplessa (**).
Noi è ambientato in un futuro distopico in cui tutti i continenti sono collassati in un unico, grande Supercontinente, e le persone vivono connesse con una forza chiamata Noi, che dona loro un Istinto. Tutti gli abitanti del Supercontinente sono costretti a seguire il loro Istinto: se lo fanno ricevono infatti una scarica incomparabile di gioia e adrenalina, ma se non lo fanno sono condannati a un invecchiamento precoce e a una morte prematura.
Noi segue un nutrito cast di personaggi principali e secondari ma i protagonisti sono due ragazzi neomaggiorenni, Goliath e Claire. Il primo possiede l'Istinto del Protettore: ha già salvato dieci vite e deve salvarne solo una prima di diventare maggiorenne per diventare Santo (la prima delle cariche della Burocrazia Istintiva che governa il Supercontinente).
La seconda invece nasconde un segreto così grande e terribile che potrebbe mettere a repentaglio il Noi.
I due si trovano loro malgrado a collaborare sulla sparizione di alcuni ragazzi e finiscono così coinvolti in una vicenda che mette in discussione lo stesso Noi, e il modo in cui funziona il mondo.
A livello sia di trama che di ambientazioni Noi mi ha coinvolto come capita di rado. È stato bello, per una volta, leggere un romanzo che non è stato influenzato dalle mode provenienti dal booktok. Certo, aspettatevi comunque tropes vecchi come il mondo (tra cui la classica eroina diversa da tutti gli altri) ma il modo in cui questi sono integrati in un'ambientazione molto originale allevia la sensazione di déjà-vu del lettore, regalandogli una storia che per una volta non può essere descritta paragonandola ad opere più famose.
Ho apprezzato anche i personaggi. Noi è narrato attraverso PoV multipli, anche se i protagonisti sono principalmente due: Claire e Goliath. Con la prima ho avuto un rapporto complicato: se nella prima parte del romanzo mi era piaciuta, nella seconda il suo sviluppo non mi ha fatto impazzire.
Goliath invece è un personaggio più interessante e ho apprezzato tanto che sia quanto più lontano dallo stereotipo del protagonista maschile si possa trovare in giro (sia per aspetto fisico, che per personalità).
E arriviamo al punto "dolente" (ma non troppo) del romanzo: il finale. Come ho scritto in precedenza, mi ha lasciata perplessa, ma non infuriata. Non è dispiaciuto (non come quello della precedente serie dell'autrice) ma ho l'impressione che la Dabos non sia spesso in grado di concludere tutte le sottotrame aperte nella storia e soprattutto di farlo mantenendosi coerente con le regole interne del worldbuilding che lei stessa si è data. (Maggiori dettagli con spoiler qui: ***)
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline. Nonostante i difetti, Noi è comunque una boccata d'aria fresca in un panorama young adult dominato dalle logiche di booktok e dell'algoritmo e, per questo motivo, non posso fare altro che consigliarvelo.


(*) A meno che voi non consideriate un romantasy un libro in cui il rapporto tra i protagonisti è di amicizia fino all'ultimissimo capitolo, in cui ci si scambia a malapena un casto bacio e soprattutto in cui il romance non ha assolutamente impatto sulla trama orizzontale dell'opera! Insomma, questo libro non è un romantasy!
(**) Perplessa, ma non arrabbiata come invece era successo ne Echi in tempesta, ultimo volume della serie dell'Attraversaspecchi.
(***) SPOILER NOI: e alla fine finì tutto tarallucci e vino. Il Tu di Claire, unica persona nata senza Istinto, incontra il Noi e quello che ne risulta è che le persone riacquistano il loro libero arbitrio, potendo finalmente scegliere se assecondare l'Istinto o meno. Come è stato possibile? Non ci é dato saperlo. Come mai Claire causa devianze ma le persone a più stretto contatto con lei (Mamma, Janvier, Avril e alla fine pure Goliath) non hanno conseguenze? Boh. E cosa ha causato la risonanza di Claire a metà libro, per cui riesce a togliere l'Istinto a Coco-Rudy (e solo a lui)? Non si sa.
È questa la mia principale critica alle opere di Christelle Dabos (che ho letto tutte ad eccezione di Qui, solo qui): a mio avviso è un'autrice in grado di creare capolavori di originalità che però si smontano sul finale perché non è in grado di scrivere finali che siano coerenti con le regole del mondo che lei stessa ha creato.
SPOILER ECHI IN TEMPESTA: E questa considerazione vale sia per i finali che mi sono piaciuti, come quello di Noi (che alla fine si chiude con un happy ending), che con quelli più agro che dolci come quello di Echi in Tempesta (che ha l'aggravante di non essere un vero finale, visto che lascia la sottotrama trama di Thorn praticamente spalancata).

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