Buongiorno a tutti. Dopo il riassunto di Jade Legacy, ecco a voi la mia recensione su questo ultimo volume della saga delle Ossa Verdi di Fonda Lee.
AUTORE: Fonda Lee
COLLANA: Oscar Vault
PREZZO (CARTACEO): 26,00€
PREZZO (EBOOK): 12,99€
TRAMA: La magica giada, la misteriosa sostanza un tempo prerogativa dei guerrieri Ossa Verdi di Kekon, è ora nota in tutto il mondo. Governi, boss criminali e mercenari vogliono avere accesso ai poteri che conferisce – ma anche atleti, registi cinematografici, medici. La lotta per il controllo della giada si fa così ancora più feroce, e cambierà per sempre i destini della famiglia Kaul e dei guerrieri Ossa Verdi. Sconfitti dalla guerra e da un tragico destino, i Kaul si dibattono tra rancori e antiche ferite mentre i loro avversari diventano ogni giorno più potenti e il paese è lacerato dalle lotte tra fazioni e dalle interferenze straniere. Il clan deve imparare a distinguere gli amici dai nemici, mettere da parte cruente rivalità e compiere terribili sacrifici... Ma anche gli indissolubili legami di sangue e lealtà potrebbero non essere sufficienti a garantire la sopravvivenza dei clan Ossa Verdi e della nazione che hanno giurato di proteggere.
Jade Legacy è il volume conclusivo della trilogia urban fantasy di Fonda Lee iniziata con Jade City. Non avevo chissà quali aspettative quando ho iniziato il primo libro ma, volume dopo volume, questa saga ha saputo ritagliarsi un posto tra le mie serie fantasy del cuore, al punto che mi sono approcciata a questo libro finale con esitazione.
E se Jade Legacy avesse rovinato la mia opinione su questa trilogia con una conclusione non all'altezza? In fondo, non è la prima volta che una serie fantasy mi conquista con premesse allettanti e finisce per deludermi proprio sul più bello...
Per fortuna, questa volta non è stato così.
Nonostante alcuni difetti, su cui mi soffermerò a parlare, Jade Legacy conclude la storia degli Zero Vette, il clan di Ossa Verdi di Janloon, in maniera ineccepibile, con un finale dolceamaro che mi ha commossa e soddisfatta al tempo stesso.
Jade Legacy si apre subito dopo la conclusione del volume precedente, con le drammatiche conseguenze dell'aggressione ad Anden e Wen in quel di Port Massey. Tuttavia, a differenza sia di Jade City che di Jade War, la storia si espande per oltre trent'anni, con numerosi salti temporali che da un lato permettono di far crescere i personaggi più giovani, ma dall'altro finiscono per rendere la narrazione più complessa e a tratti confusa.
Jade Legacy segue un numero di personaggi incredibilmente alto: oltre infatti ai protagonisti storici, (dai fratelli Kaul, Hilo e Shae, fino alla loro acerrima nemica Ayt Mada e all'outsider Bero), in questo romanzo vengono approfonditi anche i membri più giovani dei clan, dai figli di Hilo ad Ato, l'erede di Mada, e vengono introdotte almeno una dozzina di comparse che, in un modo o nell'altro, finiscono per influenzare in modo determinante le vicende.
Il risultato è una storia di ottocento ed oltre pagine densa di eventi e colpi di scena.
E se Jade Legacy avesse rovinato la mia opinione su questa trilogia con una conclusione non all'altezza? In fondo, non è la prima volta che una serie fantasy mi conquista con premesse allettanti e finisce per deludermi proprio sul più bello...
Per fortuna, questa volta non è stato così.
Nonostante alcuni difetti, su cui mi soffermerò a parlare, Jade Legacy conclude la storia degli Zero Vette, il clan di Ossa Verdi di Janloon, in maniera ineccepibile, con un finale dolceamaro che mi ha commossa e soddisfatta al tempo stesso.
Jade Legacy si apre subito dopo la conclusione del volume precedente, con le drammatiche conseguenze dell'aggressione ad Anden e Wen in quel di Port Massey. Tuttavia, a differenza sia di Jade City che di Jade War, la storia si espande per oltre trent'anni, con numerosi salti temporali che da un lato permettono di far crescere i personaggi più giovani, ma dall'altro finiscono per rendere la narrazione più complessa e a tratti confusa.
Jade Legacy segue un numero di personaggi incredibilmente alto: oltre infatti ai protagonisti storici, (dai fratelli Kaul, Hilo e Shae, fino alla loro acerrima nemica Ayt Mada e all'outsider Bero), in questo romanzo vengono approfonditi anche i membri più giovani dei clan, dai figli di Hilo ad Ato, l'erede di Mada, e vengono introdotte almeno una dozzina di comparse che, in un modo o nell'altro, finiscono per influenzare in modo determinante le vicende.
Il risultato è una storia di ottocento ed oltre pagine densa di eventi e colpi di scena.
Fonda Lee ha un merito: riesce sempre a sorprendermi, persino quando credo di essermi abituata all'imprevedibilità della sua penna. Da questo punto di vista mi ha ricordato molto il Martin di Game of Thrones, nonostante le similitudini fra le due opere finiscano qui.
I colpi di scena sono numerosi, inaspettati e al tempo ben congegnati. So che non è facile mantenere alta l'attenzione del lettore per romanzi così lunghi, ma Jade Legacy ci riesce benissimo.
Tuttavia, come ho scritto in precedenza, non è un libro esente da difetti.
I salti temporali avrebbero potuto essere gestiti meglio. Sono tanti (forse troppi), improvvisi e male indicati. Non ho infatti apprezzato la scelta dell'autrice di utilizzare gli anni da Pilastro di Hilo come indicazione temporale che non rende immediato capire quanto tempo è passato da un salto all'altro. In generale, la narrazione mi è sembrata troppo velocizzata come se l'autrice avesse fretta di concludere alcune parti.
Anche la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli più giovani, risente di questa scelta. Se infatti il gruppo ristretto dei protagonisti ha avuto a disposizione tre romanzi (e oltre duemila pagine!) per entrare nel cuore dei lettori, lo stesso non si può dire delle new entry di questo romanzo che non riescono a trovare spazio sufficiente ad emergere (*).
Ciononostante il romanzo è comunque una lettura valida che dà il meglio di sé nel finale, che, nonostante sia stato un pugno nello stomaco, mi ha emozionato parecchio e credo sia la miglior conclusione possibile della vicenda (**).
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Jade Legacy non raggiunge le cinque stelline (per farlo probabilmente sarebbe dovuto essere un libro lungo il doppio) ma chiude nel miglior modo possibile una serie che ho adorato (e di cui ho letto anche le novelle spin-off).
Sono curiosa di leggere anche altri romanzi di questa autrice ma, in cuor mio, spero che in futuro decida di tornare nel mondo di Janloon con qualcosa di più sostanzioso di una novella di cento pagine...
(*) Un esempio è il personaggio di Jaya, la figlia minore di Hilo e Wen, che dopo essere stata protagonista di una delle scene più intense del libro, viene praticamente accantonata nel finale, scelta che l'autrice ha giustificato su Reddit con "dovevo dare l'impressione che la storia continui anche dopo l'ultimo capitolo". Peccato che Jaya sia a mio avviso una delle new entry più interessanti del romanzo e il suo percorso in Jade Legacy avrebbe meritato almeno una parvenza di conclusione.
(**) Spoiler sul finale: ho trovato la morte di Hilo e la sopravvivenza di Mada due scelte di sicuro controcorrente ma che esprimono al meglio lo spirito del romanzo. Hilo muore, ma di fatto vince: il suo sacrificio ha rafforzato i legami tra i membri della famiglia Kaul e ha portato gli Zero Vette a vincere la guerra con la Montagna. Allo stesso modo Ayt Mada vive, ma la sua non è una vittoria: non ha ricevuto una morte onorevole, ha visto il suo clan ribellarsi contro di lei e il suo sogno venire realizzato dai suoi rivali. Esiste forse una conclusione più poetica di questa?


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