Buongiorno! Oggi si cambia genere: dopo aver parlato per tre mesi di romance e fantasy (e talvolta di romantasy) oggi vi recensisco Non mentire, thriller dell'autrice più chiacchierata del momento: Frieda McFadden.
AUTORE: Frieda McFadden
COLLANA: Newton Compton Editori
PREZZO (CARTACEO): 3,90€
PREZZO (EBOOK): 4,99€
TRAMA: Giura di dire la verità, solo la verità
Tricia ed Ethan sperano di trovare la casa dei loro sogni. Mentre stanno visitando un remoto maniero appartenuto in passato a Adrienne Hale, una rinomata psichiatra scomparsa senza lasciare traccia tre anni prima, una violenta tempesta invernale li blocca nella tenuta, senza possibilità di fuga fino a quando la bufera non sarà cessata. Alla ricerca di un libro per ingannare il tempo, Tricia scopre una stanza segreta. Una stanza che contiene le registrazioni audio di ogni singola seduta della dottoressa Hale. Ascoltandole, emerge la catena di terrificanti eventi che ha portato alla misteriosa scomparsa di Adrienne. Il desiderio di vederci chiaro spinge Tricia ad andare avanti fino a tarda notte. Cassetta dopo cassetta, uno scioccante pezzo del puzzle dopo l’altro, la rete di bugie della dottoressa Hale si dipana lentamente. Fino all’ultima registrazione, quella che rivela l’intera orribile verità. Tricia avrà il coraggio di ascoltarla?Adrienne Hale è scomparsa nel nulla da anni.
Tricia sta cercando casa e si imbatte in alcuni macabri segreti.
Siete sicuri di voler sapere come finisce questa storia?
Sono una grande fan di Agatha Christie. Ricordo nell'introduzione di una vecchia edizione Mondadori di uno dei suoi gialli un critico letterario che si domandava se Agatha Christie barasse, ovvero giocasse in modo sporco nella risoluzione dei misteri dei suoi libri.
Il critico era arrivato alla conclusione che Agatha Christie barava, e io, per quanto mi riguarda, posso dire lo stesso di Frieda McFadden, almeno per quanto riguarda il romanzo che vi sto recensendo.
Non Mentire è infatti un thriller autoconclusivo della misteriosa autrice americana, medico di giorno e scrittrice di notte, diventata famosa per la serie The Housemaid, di cui il primo volume, Una di famiglia (di cui trovate la recensione sul blog), è stato adattato per il cinema nell'omonimo film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.Le premesse di Non mentire sono intriganti: una giovane coppia di neosposi rimane bloccata, a causa di una tempesta di neve, nella villa in vendita che sono andati a visitare, appartenuta ad Adrienne Hale, una famosa psichiatra scomparsa nel nulla tre anni prima.
Fin da subito Tricia, la protagonista, si trova a che fare con un misterioso senso di inquietudine: la casa, seppur disabitata, sembra ben tenuta e, tra rumori sospetti e quadri inquietanti, sembra abitata da qualcuno. E, come se non bastasse, la donna scopre in un nascondiglio segreto i nastri registrati delle sedute tenute dalla dottoressa Hale e inizia ad ascoltarli, immergendosi sempre più nel mondo della donna e nelle turbe dei suoi pazienti.
Il tutto mentre il marito di Tricia, Ethan, è stranamente a suo agio nella villa misteriosa, e
La scrittura di Frieda McFadden è come sempre coinvolgente. Ho avvertito tantissimo l'atmosfera inquietante della magione in cui la storia è ambientata e ho divorato le poco più di duecento pagine di romanzo nell'attesa di leggere la risoluzione del caso.
La storia è raccontata in prima persona e si intreccia su due piani temporali: da una parte c'è Tricia, rimasta bloccata nella villa insieme al marito Ethan, dall'altra invece ci sono i ricordi della dottoressa Hale nelle settimane precedenti alla sua scomparsa.
I personaggi, come spesso accade nei thriller, sono grigi. Sia Ethan che la dottoressa Hale nascondono un lato scuro, e la stessa Tricia non è la donna ingenua che vuole sembrare.
Il colpo di scena finale mi ha stupito, questo è poco ma sicuro. Avevo intuito la presenza di una (evidente) falsa pista, ma il fatto di averla individuata non mi ha comunque permesso di arrivare alla soluzione dell'enigma prima del momento della grande rivelazione.
E, a questo punto, devo dirlo: Frieda McFadden bara. Perché la soluzione del caso, considerato che il romanzo è narrato in prima persona, è sorprendente, ma anche molto borderline al punto che mi sono trovata a rileggere più capitoli del romanzo per vedere se la risoluzione del mistero fosse coerente (*) con quanto raccontato nelle prime pagine (cosa di cui non sono ancora convinta).
Dunque la mia valutazione è di tre stelline e mezzo. Non mentire è un thriller coinvolgente che, nonostante un finale non troppo credibile, riesce comunque a risultare una lettura a effetto e dimostra che il successo di Frieda McFadden non è solo merito di un colpo di fortuna.
Il critico era arrivato alla conclusione che Agatha Christie barava, e io, per quanto mi riguarda, posso dire lo stesso di Frieda McFadden, almeno per quanto riguarda il romanzo che vi sto recensendo.
Non Mentire è infatti un thriller autoconclusivo della misteriosa autrice americana, medico di giorno e scrittrice di notte, diventata famosa per la serie The Housemaid, di cui il primo volume, Una di famiglia (di cui trovate la recensione sul blog), è stato adattato per il cinema nell'omonimo film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.Le premesse di Non mentire sono intriganti: una giovane coppia di neosposi rimane bloccata, a causa di una tempesta di neve, nella villa in vendita che sono andati a visitare, appartenuta ad Adrienne Hale, una famosa psichiatra scomparsa nel nulla tre anni prima.
Fin da subito Tricia, la protagonista, si trova a che fare con un misterioso senso di inquietudine: la casa, seppur disabitata, sembra ben tenuta e, tra rumori sospetti e quadri inquietanti, sembra abitata da qualcuno. E, come se non bastasse, la donna scopre in un nascondiglio segreto i nastri registrati delle sedute tenute dalla dottoressa Hale e inizia ad ascoltarli, immergendosi sempre più nel mondo della donna e nelle turbe dei suoi pazienti.
Il tutto mentre il marito di Tricia, Ethan, è stranamente a suo agio nella villa misteriosa, e
La scrittura di Frieda McFadden è come sempre coinvolgente. Ho avvertito tantissimo l'atmosfera inquietante della magione in cui la storia è ambientata e ho divorato le poco più di duecento pagine di romanzo nell'attesa di leggere la risoluzione del caso.
La storia è raccontata in prima persona e si intreccia su due piani temporali: da una parte c'è Tricia, rimasta bloccata nella villa insieme al marito Ethan, dall'altra invece ci sono i ricordi della dottoressa Hale nelle settimane precedenti alla sua scomparsa.
I personaggi, come spesso accade nei thriller, sono grigi. Sia Ethan che la dottoressa Hale nascondono un lato scuro, e la stessa Tricia non è la donna ingenua che vuole sembrare.
Il colpo di scena finale mi ha stupito, questo è poco ma sicuro. Avevo intuito la presenza di una (evidente) falsa pista, ma il fatto di averla individuata non mi ha comunque permesso di arrivare alla soluzione dell'enigma prima del momento della grande rivelazione.
E, a questo punto, devo dirlo: Frieda McFadden bara. Perché la soluzione del caso, considerato che il romanzo è narrato in prima persona, è sorprendente, ma anche molto borderline al punto che mi sono trovata a rileggere più capitoli del romanzo per vedere se la risoluzione del mistero fosse coerente (*) con quanto raccontato nelle prime pagine (cosa di cui non sono ancora convinta).
Dunque la mia valutazione è di tre stelline e mezzo. Non mentire è un thriller coinvolgente che, nonostante un finale non troppo credibile, riesce comunque a risultare una lettura a effetto e dimostra che il successo di Frieda McFadden non è solo merito di un colpo di fortuna.
(*) Secondo me Frieda McFadden bara. La rivelazione che Tricia è l'assassina da un lato mi ha stupito parecchio: ero sicura che Ethan=EJ=assassino fosse una falsa pista, perché l'autrice sembrava alludere troppo a quella teoria per essere vera, ma non ero arrivata al fatto che la vera criminale fosse la protagonista. Tuttavia non ritengo che questo colpo di scena sia stato scritto bene: ho trovato infatti una netta differenza tra la Tricia prima della rivelazione e la Tricia dopo la rivelazione, come se il personaggio, una volta "smascherato" fosse andato totalmente OOC (out of character).
A mio avviso il grande problema con questa soluzione del caso è il fatto che il romanzo sia narrato in prima persona: possibile che la protagonista reprima per tre quarti del libro la sua personalità senza avere motivo, se non quello di nascondere le sue intenzioni al lettore? Se il romanzo fosse stato scritto in terza persona con un narratore esterno (incapace di scrutare nella mente di Tricia) il problema non si sarebbe posto e la rivelazione finale sarebbe risultata più coerente con il resto della storia.


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