Buongiorno. Si conclude la serie del RARE con quello che avrebbe dovuto essere il resoconto della mia esperienza e che invece è diventato il riassunto dello scandalo che ha coinvolto l'organizzazione dell'evento proprio il giorno dopo Firenze. Che vi stia dunque raccontando dell'ultimo RARE in generale?
Si conclude la serie del RARE… forse per sempre.
Sabato 3 ottobre sono stata a Firenze, alla Fortezza da Basso, per il secondo RARE dell’anno dopo quello di Berlino.
Ero già stata a Firenze nel 2023 e l’ho descritto più volte come un evento per me meraviglioso, nonostante i costi per visitarlo (tra biglietti carissimi, viaggi e cibo) e le file interminabili per incontrare le autrici più famose.
Quando sono stati annunciati i RARE del 2026 a Berlino e Firenze, a pochi mesi l’uno dall’altro, ho deciso subito che, nonostante non si tratti di eventi economici, ci sarei andata e, col senno di poi, ho fatto bene!
Ma di questo ne parleremo dopo!
Come anche Berlino, Firenze 2026 non è proprio partito col piede giusto. Il team è stato assente per molti mesi prima dell’evento, le autrici sono state annunciate con sei mesi di ritardo e, come se non bastasse, a un mese dagli annunci c’è stata una misteriosa emorragia di autrici italiane che hanno cancellato in massa. Cancellazione sospetta visto che tutte hanno adottato la stessa grafica, spesso pure le stesse parole, e sono tutte ricomparse a eventi precedenti (come il nuovo Vero a Venezia) o successivi (lo sport romance event del FRI).
Inoltre, lo stesso evento è stato penalizzato da un Line up internazionale non proprio esaltante, soprattutto se confrontato con quello del 2023: se da un lato c’erano Julia Quinn, Penelope Douglas, Ali Hazelwood, Elena Armas, Jodi Ellen Malpas, BK Borison e tantissime altre, nel 2026 i nomi di spicco erano Tillie Cole (presente anche tre anni fa), Cora Reilly (che era stata annunciata ma aveva cancellato), Neva Altaj e Autumn Woods (annunciata quasi all’ultimo).
Tuttavia come già successo a Berlino il minor numero di biglietti venduti non è stato un male in quanto si è tradotto in un evento più tranquillo e godibile.
Non ho mai fatto più di venti minuti di coda, nemmeno da autrici come Valentina Ferraro che nel 2023 non ero riuscita ad incontrare nonostante l’early entry e il braccialetto di ticketed author. E, cosa più importante, sono riuscita a parlare davvero con le autrici, senza dover scappare dopo trenta secondi a causa di file troppo lunghe.
Sono tornata a casa soddisfatta ma anche consapevole che, a causa del mancato sold out, difficilmente avrei rivisto il RARE a Firenze o Berlino nei prossimi anni.
Quello che ignoravo è che forse non avrei affatto rivisto il RARE.
Il giorno dopo Firenze, infatti, è scoppiato nella bookcommunity un vero e proprio scandalo legato al RARE e soprattutto, alla sua organizzatrice.
Il problema? Un piccolo evento australiano, il Crave, autodefinitosi “il primo evento australiano LGBT+” annunciato nelle stesse date e nella stessa location del RARE pianificato a Melbourne nel 2028.
Non è dato sapere cosa abbia causato l’ira funesta della fondatrice del RARE (perché mi sembra così strano che una persona reagisca in maniera così dura, considerato che anche per il RARE di Firenze è stato annunciato un evento a Venezia il weekend prima e uno a Napoli lo stesso giorno), corredata anche di minacce agli avvocati. Fatto sta che ci ha rimesso è proprio il RARE: accusato di omofobia e di voler sfruttare la propria posizione dominante nel settore per schiacciare la concorrenza ha visto la cancellazione di più dell'80% degli autori partecipanti al prossimo evento in calendario, Londra 2027, e questo nonostante i biglietti fossero già stati venduti alle lettrici (con tanto di sold out in un giorno) e non fossero rimborsabili.
Al momento non è chiaro il destino del RARE di Londra e di quelli seguenti. Tutte le autrici di punta hanno cancellato (molte anche giurando di non prendere più parte a un RARE) e molti lettori stanno cercando di recuperare i soldi tramite PayPal. Lato organizzazione, intanto, tutto tace.
Mi dispiace. Sono la prima a riconoscere che non sempre il team di organizzazione si sia comportato in maniera professionale davanti alle critiche (soprattutto nel caso di Berlino, il cui ritardo organizzativo è stato causa principale del mancato successo dell’iniziativa) e più volte mi sono lamentata, sia delle sparizioni che dei mancati annunci di cancellazioni di alcune autrici.
Tuttavia devo ammettere che tra i diversi eventi letterari sbucati come funghi negli ultimi anni il RARE era il mio preferito, per il mix di autori italiani e internazionali, per l’organizzazione (con gli early entry e i braccialetti per gestire gli accessi) e col senno di poi pure per i costi accessibili rispetto ad altre iniziative romance internazionali. Non sarà semplice rimpiazzarlo... almeno nel mio cuore di lettrice.


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