Buongiorno a tutti. Il libro di cui vi parlo oggi di sicuro non mi ha lasciata indifferente, visto che è ambientato nel mondo dell'industria aerospaziale (che conosco abbastanza bene). Sarà riuscita Paola Chiozza a dare giustizia alla storia hate to love di Chase e Rebecca?
AUTORE: Paola Chiozza
COLLANA: Selfpublishing
PREZZO (CARTACEO): N/A
PREZZO (EBOOK): 3,99€
TRAMA: Venere in acquario? Luna nella terza casa? Rebecca Pennington non crede nelle stelle, ma ci lavora. È ingegnere aerospaziale, risolve il Cubo di Rubik in sette secondi e nella vita ha una sola certezza matematica: odierà in eterno Chase Reeve Goldsmith.
Poco importa che lui sia l'uomo più sexy, ricco e intelligente che abbia mai conosciuto, sarà sempre il suo peggior nemico.
E non solo: Rebecca si prenderà la sua rivincita, perché l’azienda in cui lavora sta per ottenere un contratto storico con la NASA, battendo il progetto di Chase.
Tutto bellissimo. Peccato che l’accordo vada in fumo all’ultimo minuto. Per Chase Reeve Goldsmith il cielo non è un limite, ma il punto da cui guardare la Terra. A soli trentaquattro anni è arrivato in alto, in tutti i modi possibili. È il CEO dell’agenzia aerospaziale che si è appena aggiudicata il contratto con la NASA, è miliardario, è un genio irresistibile e – Dio, questo è meraviglioso – ha appena soffiato la vittoria da sotto il naso della sua peggior nemica: Rebecca Pennington. Sarà lui a spedire un razzo su Marte, non la ragazza che al liceo gli ha portato via tutto. Chase è convinto che sia finita così, ma non ha fatto i conti con Rebecca che, con un piano ben architettato, decide di farsi assumere dalla sua agenzia per riprendersi ciò che lui le ha rubato. Lavorare insieme non sarà facile… sarà un massacro! Chase è abituato a dare ordini e avere persone che li eseguono senza fiatare, peccato che Rebecca non si faccia comandare da nessuno. Lei ha intenzione di essere la sua spina nel fianco, lui di renderle la vita un inferno. Quando l’attrazione non è più solo una formula fisica, ma passione incontrollata… sarà amore o sarà una guerra stellare?
Poco importa che lui sia l'uomo più sexy, ricco e intelligente che abbia mai conosciuto, sarà sempre il suo peggior nemico.
E non solo: Rebecca si prenderà la sua rivincita, perché l’azienda in cui lavora sta per ottenere un contratto storico con la NASA, battendo il progetto di Chase.
Tutto bellissimo. Peccato che l’accordo vada in fumo all’ultimo minuto. Per Chase Reeve Goldsmith il cielo non è un limite, ma il punto da cui guardare la Terra. A soli trentaquattro anni è arrivato in alto, in tutti i modi possibili. È il CEO dell’agenzia aerospaziale che si è appena aggiudicata il contratto con la NASA, è miliardario, è un genio irresistibile e – Dio, questo è meraviglioso – ha appena soffiato la vittoria da sotto il naso della sua peggior nemica: Rebecca Pennington. Sarà lui a spedire un razzo su Marte, non la ragazza che al liceo gli ha portato via tutto. Chase è convinto che sia finita così, ma non ha fatto i conti con Rebecca che, con un piano ben architettato, decide di farsi assumere dalla sua agenzia per riprendersi ciò che lui le ha rubato. Lavorare insieme non sarà facile… sarà un massacro! Chase è abituato a dare ordini e avere persone che li eseguono senza fiatare, peccato che Rebecca non si faccia comandare da nessuno. Lei ha intenzione di essere la sua spina nel fianco, lui di renderle la vita un inferno. Quando l’attrazione non è più solo una formula fisica, ma passione incontrollata… sarà amore o sarà una guerra stellare?
La formula dell'attrazione è il primo volume di una serie di rom-com di Paola Chiozza (la maggior parte delle quali a tema STEM) che ruotano attorno alla ricchissima famiglia Goldsmith. Si tratta di una serie autopubblicata dall'autrice, che attualmente pubblica per Always Publishing sport romance soprattutto a tema F1.
La formula dell'attrazione è stato un romanzo estremamente difficile da valutare per me. Da un lato infatti è una romcom brillante, con una coppia di protagonisti dalle dinamiche interessanti e ambientata in una grande compagnia aerospaziale. Dall'altro è ambientata in una grande compagnia aerospaziale, che è il campo dove lavoro ogni giorno, e fidatevi se vi dico che è stato difficile mantenere la sospensione dell'incredulità per tutto il romanzo.
Non a caso, se dovessi classificare La formula dell'attrazione per me sarebbe un romanzo di fantascienza.
Rebecca Julia Pennington è un ingegnere aerospaziale dal quoziente intellettivo stratosferico che lavora all'Interstellar, una compagnia che sta per aggiudicarsi un importante contratto con la Nasa. Tuttavia, proprio quando sembrava fatta, l'accordo salta e la Interstellar fallisce, spezzando i sogni di Rebecca, mentre a guadagnarci è la EventHorizon, la compagnia di Chase Goldsmith, uomo più ricco del mondo nonché nemesi di Rebecca sin dai tempi del liceo.
La donna decide così di vendicarsi: grazie al suo brillante curriculum si fa assumere alla EventHorizon per rubare i segreti del suo programma spaziale. Peccato che, dopo una rapida assunzione, si trova subito faccia a faccia con Goldsmith, il quale non solo non ha dimenticato i loro trascorsi, ma continua a detestarla e a metterle i bastoni tra le ruote.
Tutto ciò, in realtà, é solo una facciata: sotto il reciproco odio c'è infatti un sentimento che né Rebecca né Chace sembrano in grado di portare alla luce.
La formula dell'attrazione è un romanzo che ha nell'umorismo e nel romance i suoi punti di forza. Mi è piaciuta la prosa frizzante e divertente di Paola Chiozza e ho apprezzato Chase e Rebecca come coppia, nonostante i loro continui tira e molla (soprattutto da parte del protagonista maschile, che a tratti ho trovato odioso) alla lunga abbiano finito per irritarmi.
Ciò che invece non mi ha convinto è il worldbuilding. Sono sicura che l'autrice abbia svolto delle ricerche, ma trovo che si sia concentrata più sull'aspetto scientifico che su quello pratico. Il risultato è una storia così inverosimile che ho faticato ad immergermi nella narrazione (e questo nonostante mi sia ripetuta almeno mille volte che stavo leggendo un lavoro di fiction).
Procedendo con ordine. Rebecca è un ingegnere aerospaziale il cui sogno è collaborare con la NASA per mandare la propria missione su Marte. Ma quando il suo sogno si infrange per colpa di Chase Goldsmith e al tempo stesso si ritrova sommersa dai debiti (*) la giovane decide di fargliela pagare, facendosi assumere proprio dalla sua compagnia con l'intento di rubargli i piani. Tutto molto bello se non fosse che nella vita vera una dinamica simile sarebbe impossibile.
E non parlo del piano di Rebecca, anzi, quello è decisamente il punto più verosimile della trama.
Il fatto è che Chase Goldsmith viene descritto come l'uomo più ricco del mondo, e la EventHorizon come una delle aziende spaziali più in crescita degli Stati Uniti, ma leggendo il libro sembra di avere a che fare con una start up da venti dipendenti.
Chase si presenta a moltissime riunioni, partecipa a dei ritiri con i dipendenti e anche la stessa Rebecca viene coinvolta in prima persona nel progetto ma nella realtà tutto questo è, se non impossibile, quantomeno assai improbabile. Sviluppare una missione come quella descritta nel romanzo è molto più complesso di quanto venga descritto. La stessa SpaceX, a cui EventHorizon sembra ispirata, conta oltre 4000 dipendenti!
La cosa che più mi ha dato fastidio è che sarebbero bastati veramente pochi accorgimenti per rendere il tutto più realistico. Se la EventHorizon fosse stata una start-up, magari impegnata in qualcosa di più piccolo di un lanciatore, il romanzo sarebbe stato molto più verosimile. Magari Chase non sarebbe stato l'uomo più ricco del mondo, ma solo un giovane imprenditore sulla cresta dell'onda, ma di sicuro non avrei faticato a credere né al suo coinvolgimento nelle attività della compagnia, né alle sue interazioni con Rebecca (perché diciamocelo nella vita reale non si sarebbe accorto nemmeno della sua assunzione).
La stessa Rebecca e il suo coinvolgimento, tanto emotivo quanto professionale, nel progetto sarebbe stato più credibile in un team ristretto di persone (quale di fatto è nel romanzo) che nella grande compagnia, dove le sue mansioni sarebbero state molto più limitate a un singolo ambito (e alcune scene, semplicemente, non sarebbero potute avvenire).
Dunque? La mia valutazione è di tre stelline con un meno. Probabilmente, se non fossi impiegata nel settore, la mia valutazione sarebbe stata più alta: la storia è godibile, la scrittura brillante e il finale mi è piaciuto. Tuttavia, la mancanza di verosimiglianza, che non è limitata a pochi dettagli ma pervade tutta la trama, mi ha portato ad abbassare il numero di stelline. Chissà che leggendo i romance ispirati alla Formula 1, dove l'autrice è decisamente più esperta di me, la situazione non si ribalti.
(*) Già questo mi ha fatto chiudere gli occhi perché gli ingegneri aerospaziali, specialmente in contesti di alto livello, sono ben pagati (anche se l'autrice, almeno per questo punto, ha fornito una valida giustificazione: SPOILER la protagonista si indebita per permettere al padre, malato di Alzheimer, di essere ricoverato in una clinica privata).

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