lunedì 10 agosto 2026

RARE2026 #16: Dancing in the wind. Un passo. Un battito - Silvia Carbone

Ciao a tutti. Nuova recensione di un'autrice che parteciperà al RARE di Firenze e che spero di riuscire a incontrare visto che nel 2023 la sua fila interminabile non mi ha permesso di salutarla. Sto parlando di Silvia Carbone, autrice di Dancing in the wind. Un passo. Un battito edito Queen Edizioni. 

TITOLO: Dancing in the wind. Un passo. Un battito 
AUTORE: Silvia Carbone 
COLLANA: Queen Edizioni
PREZZO (CARTACEO): 15,90€ 
PREZZO (EBOOK): 4,99€ 
TRAMA: Dakota Hunt, ballerina della scuola di arti performative Juilliard di New York, è all’apice della sua brillante carriera di studi. 
Danzatrice promettente, nasconde però una dura lotta con i suoi disturbi alimentari. 
Fino al crollo. Fino a lui. 
Zephyr Hale è il cattivo ragazzo che tutte sognano, ma sotto la rude facciata, si nasconde l’anima di un artista. 
Sarà l’incontro con Dakota, fatto di incomprensioni e fraintendimenti, a spingerlo a vedere finalmente oltre le apparenze. 
In un susseguirsi di sfide che il destino ha in serbo per loro, l’amore tra i due ragazzi diventerà qualcosa di importante e speciale. 
Ma il legame che li unisce potrà mai resistere, una volta che Dakota e Zephyr dovranno fare i conti con i propri demoni?



Dancing in the Wind. Un cuore, un battito è un romance autoconclusivo a tema danza pubblicato da Silvia Carbone, autrice italiana facente parte del collettivo della Red Oak Manor e che sarà presente anche al RARE 2026 di Firenze.
Si tratta di un romance ambientato negli Stati Uniti e pubblicato da Queen Edizioni, che lo aveva incluso nel calendario dell'avvento 2025. E io ovviamente l'avevo scaricato e aggiunto alla #TBR.
Dancing in the Wind non è un vero e proprio sport romance, perché l'aspetto sportivo non ha rilevanza fondamentale nella trama, ma ho apprezzato come per una volta la protagonista fosse una ballerina e non una pattinatrice (*). Dakota, studentessa della prestigiosa scuola di arti Julliard, si trova ricoverata in una clinica per un disturbo dell'alimentazione, causato dal suo perfezionismo e dalle critiche della madre Aubrey, che vuole fare di lei una ballerina professionista.
Così il padre di Dakota interviene, spedendo la figlia a casa della sorella (psicoterapeuta) Rachel, che vive in un paesello di provincia insieme alla sua famiglia, inclusi i figli ormai ventenni del primo matrimonio del marito, Hades, detto Des, e Zephyr.
Zes è chiuso, arrogante e molto protettivo nei confronti dei suoi fratellini. Per lui Dakota è un'intrusa, una minaccia alla quotidianità della sua famiglia e per questo motivo inizia a detestarla a prima vista. Peccato che, con l'avanzare della storia, tra i due protagonisti inizi a crearsi un legame che li porterà ad avvicinarsi sempre di più, superando le proprie differenze (e diffidenze) fino ad instaurare una vera e propria storia d'amore.
Ma è sufficiente l'amore per salvare se stessi?
Avevo letto recensioni contrastanti su Dancing in the Wind ma nel complesso questo romanzo a me è piaciuto, anche se non da impazzire. Ho trovato azzeccate alcune premesse della storia, tra cui la caratterizzazione della protagonista e le sue fragilità, che non solo me l'hanno resa più umana, ma me l'hanno fatta apprezzare ancora di più come personaggio. Altre invece le ho trovate più tirate per i capelli, come, per esempio, il comportamento del protagonista maschile per tutta la prima metà del romanzo, che ho trovato eccessivamente insopportabile, persino per i canoni dell'hate to love (**).
Per quanto riguarda lo stile dell'autrice, in generale per quanto non scritto male (la prosa è scorrevole e l'alternanza del doppio PoV funzionale alla narrazione), l'ho trovato a tratti troppo melodrammatico e poetico. Capisco il voler scrivere un romance che parli ai cuori delle lettrici (e Dakota, per quanto mi riguarda, è a suo modo un personaggio drammatico e poetico) ma alcuni passaggi, soprattutto quelli scritti dal punto di vista di Zes, sono eccessivi.
Anche il finale mi è parso troppo drammatico. In generale ho apprezzato il fatto che Dancing in the Wind cerchi di rappresentare anche temi più seri, e con il personaggio di Dakota a mio avviso ci riesce, ma gli ultimi capitoli, e soprattutto la sottotrama legata a Des, il fratello minore di Zephyr, mi sono sembrati esagerati nel loro voler portare scompiglio dove non se ne sentiva bisogno (***).
Dunque la mia valutazione è di tre stelline e mezzo. Nonostante alcune parti della narrazione mi siano sembrate "too much", Dancing in the Wind è un romance che vuole regalare al lettore una storia che non si accontenta di sviluppare tropes vecchi come il mondo, ma che cerca anche di sviluppare personaggi complessi e di regalare vicende emozionanti e emozionali. Forse non ci riesce fino in fondo ma provarci è già un ottimo risultato.


(*) Ancor più apprezzabile è il fatto che Zephyr sia un meccanico, un'artista e pure un motociclista, ma non un giocatore di hockey.
(**) In pratica Zephyr tiene per cinquanta pagine il muso a Dakota perché ha osato rispondere scazzata alla sua sorellina Cassandra. Incomprensione che le due ragazze risolvono in venti secondi.
(***) Per la cronaca, proprio mentre le cose sembrano andare tutte bene, Zephyr e Des litigano con una comparsa (apparsa in ben un capitolo!) a causa di Dakota e Des decide di risolvere tutto con una corsa di macchine (perché nelle campagne statunitensi, a quanto pare, le dispute si risolvono in questo modo). Ovviamente la cosa si conclude malissimo: Des ha un incidente e perde la vista

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