Ciao a tutti. Oggi recensione di un libro che non è passato inosservato nel booktok: sto parlando di Silver Elite, lettura con mille difetti che però mi ha divertito parecchio, non c'è che dire!
AUTORE: Dani Francis
COLLANA: Oscar Vault
PREZZO (CARTACEO): 22,00€
PREZZO (EBOOK): 15,99€
TRAMA: Nel Continente, essere Modificati significa morte certa, e Wren Darlington è una delle Mod più potenti che esistano. Perciò ha trascorso tutta la vita a nascondersi, affinando i suoi poteri psichici e aiutando la Rivolta per quanto le è stato possibile. Poi, però, un semplice errore di distrazione la fa cadere nelle mani del nemico, che la obbliga a entrare nel Blocco d'Argento, il loro programma d'élite. E, per Wren, quella è l'occasione perfetta per sferrare un colpo devastante dall'interno delle loro fila. Tuttavia l'addestramento per il Blocco d'Argento può rivelarsi letale, soprattutto se nascondi segreti pericolosi e vivi a stretto contatto con tutti quelli che ti vogliono morta. La posta in gioco è altissima, e Wren deve mettercela tutta per dimostrare il suo valore. Ma è più facile a dirsi che a farsi quando il tuo comandante è Cross Redden, tanto spietato quanto attraente. Mentre infuria la guerra tra i Mod e coloro che desiderano distruggerli, Wren deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi per proteggere i suoi segreti... e per quale parte del Continente vale la pena rischiare il tutto per tutto.
Ormai la definizione "romantasy" trasforma in oro tutto ciò che tocca, e il romance ha iniziato a contaminare non solo l'high fantasy, ma anche altri sottogeneri del fantastico e del fantascientifico.
Silver Elite di Dani Francis (*) è l'esempio perfetto di cosa succede quando una trama romance spicy viene integrata in un worldbuilding distopico: un prodotto di intrattenimento sicuramente appassionante, ma che non riesce ad approfondire i temi trattati, che rimangono dunque una cornice per una vicenda che, in fondo, avrebbe potuto essere ambientata in un mondo fantasy qualsiasi.
Silver Elite si svolge infatti in un mondo post-apocalittico, dove la popolazione superstite si divide tra Originari, le persone comune e i Mod, contaminati da una tossina e dotati di poteri mentali. Le varie fazioni si sono combattute diverse volte e al momento sono gli Originari, guidati dal presidente Redden, ad avere (per me inaspettatamente) avuto la meglio, finendo per perseguitare i Mod dichiarandoli fuorilegge.Wren Darlington è una potente Mod che vive in un ranch nel distretto Z (**), il più isolato di questo nuovo mondo, insieme allo zio Jim, un ex militare disertore che si è preso cura di lei dopo la morte dei suoi genitori. Wren ha imparato a non dare nell'occhio e conduce una vita riservata fino a che, per sbaglio, non attira su di sé l'attenzione dei soldati del Commando.
Da lì la situazione precipita: la copertura dello zio salta e Wren, per salvarsi la vita, è costretta a unirsi ai soldati, frequentando un corso che le permetterà di entrare nel prestigioso Blocco d'Argento.
Qui incontra la solita schiera di comprimari, alcuni simpatici altri meno, e soprattutto il suo nuovo istruttore, l'altissimo, purissimo, tatuatissimo Cross.
E ovviamente le parte l'ormone. Certo, Cross è un fedelissimo del regime (***), quindi sarebbe da odiare, ma non è facile farlo quando alla protagonista parte un mezzo orgasmo ogni volta che sto tronco di pino apre bocca.
Certo, poi c'è ovviamente la trama principale, che oscilla tra il "salviamo i Mod e rovesciamo il regime" a "ma anche i Mod sono stati cattivi. Chi é dunque la vittima e chi il carnefice?". Premesse interessanti peccato che, in questo primo volume, la Francis preferisca portare a casa il compitino, sviluppando il worldbuilding il minimo necessario e dirottando tutti i suoi sforzi nella parte romance. Che è spicy al punto giusto e divertente al punto giusto, ma non è che aggiunge chissà quale profondità alla narrazione.
Onestamente, la parte che ho preferito di Silver Elite è la sua protagonista. Wren è simpatica, prepotente e pure un po' "buzzurra" (ma in senso positivo). Non è la classica protagonista timida, modesta e low profile, al contrario, al punto che viene quasi spontaneo chiedersi come sia riuscita a non attirare l'attenzione per tutto questo tempo.
Invece, almeno in questo primo libro, il protagonista maschile è un po' sottotono. È il classico esemplare di maschio alpha, senza al momento nessuna caratterizzazione particolare se non essere figo e misterioso. Spero che l'autrice lo approfondisca di più nel seguito perché ha comunque del potenziale.
La scrittura è efficiente. Scorrevole quanto basta, intrigante quanto basta, è in grado con il minimo sforzo di coinvolgere il lettore e di farlo appassionare alle vicende narrate. Ancora una volta, non c'è nessun substrato narrativo: Silver Elite è un romantasy con ambientazione distopica e non ha chissà quale pretesa di far riflettere il lettore.
Per questo motivo la mia valutazione è di tre stelline. Mentirei se vi dicessi che Silver Elite non mi è piaciuto, ma si tratta di un'opera che non ambisce ad essere qualcosa di più di un guilty pleasure che ammicca al booktok. Ed è un peccato visto che Dani Francis sotto sotto le capacità per migliorarsi sembra averle...
Silver Elite di Dani Francis (*) è l'esempio perfetto di cosa succede quando una trama romance spicy viene integrata in un worldbuilding distopico: un prodotto di intrattenimento sicuramente appassionante, ma che non riesce ad approfondire i temi trattati, che rimangono dunque una cornice per una vicenda che, in fondo, avrebbe potuto essere ambientata in un mondo fantasy qualsiasi.
Silver Elite si svolge infatti in un mondo post-apocalittico, dove la popolazione superstite si divide tra Originari, le persone comune e i Mod, contaminati da una tossina e dotati di poteri mentali. Le varie fazioni si sono combattute diverse volte e al momento sono gli Originari, guidati dal presidente Redden, ad avere (per me inaspettatamente) avuto la meglio, finendo per perseguitare i Mod dichiarandoli fuorilegge.Wren Darlington è una potente Mod che vive in un ranch nel distretto Z (**), il più isolato di questo nuovo mondo, insieme allo zio Jim, un ex militare disertore che si è preso cura di lei dopo la morte dei suoi genitori. Wren ha imparato a non dare nell'occhio e conduce una vita riservata fino a che, per sbaglio, non attira su di sé l'attenzione dei soldati del Commando.
Da lì la situazione precipita: la copertura dello zio salta e Wren, per salvarsi la vita, è costretta a unirsi ai soldati, frequentando un corso che le permetterà di entrare nel prestigioso Blocco d'Argento.
Qui incontra la solita schiera di comprimari, alcuni simpatici altri meno, e soprattutto il suo nuovo istruttore, l'altissimo, purissimo, tatuatissimo Cross.
E ovviamente le parte l'ormone. Certo, Cross è un fedelissimo del regime (***), quindi sarebbe da odiare, ma non è facile farlo quando alla protagonista parte un mezzo orgasmo ogni volta che sto tronco di pino apre bocca.
Certo, poi c'è ovviamente la trama principale, che oscilla tra il "salviamo i Mod e rovesciamo il regime" a "ma anche i Mod sono stati cattivi. Chi é dunque la vittima e chi il carnefice?". Premesse interessanti peccato che, in questo primo volume, la Francis preferisca portare a casa il compitino, sviluppando il worldbuilding il minimo necessario e dirottando tutti i suoi sforzi nella parte romance. Che è spicy al punto giusto e divertente al punto giusto, ma non è che aggiunge chissà quale profondità alla narrazione.
Onestamente, la parte che ho preferito di Silver Elite è la sua protagonista. Wren è simpatica, prepotente e pure un po' "buzzurra" (ma in senso positivo). Non è la classica protagonista timida, modesta e low profile, al contrario, al punto che viene quasi spontaneo chiedersi come sia riuscita a non attirare l'attenzione per tutto questo tempo.
Invece, almeno in questo primo libro, il protagonista maschile è un po' sottotono. È il classico esemplare di maschio alpha, senza al momento nessuna caratterizzazione particolare se non essere figo e misterioso. Spero che l'autrice lo approfondisca di più nel seguito perché ha comunque del potenziale.
La scrittura è efficiente. Scorrevole quanto basta, intrigante quanto basta, è in grado con il minimo sforzo di coinvolgere il lettore e di farlo appassionare alle vicende narrate. Ancora una volta, non c'è nessun substrato narrativo: Silver Elite è un romantasy con ambientazione distopica e non ha chissà quale pretesa di far riflettere il lettore.
Per questo motivo la mia valutazione è di tre stelline. Mentirei se vi dicessi che Silver Elite non mi è piaciuto, ma si tratta di un'opera che non ambisce ad essere qualcosa di più di un guilty pleasure che ammicca al booktok. Ed è un peccato visto che Dani Francis sotto sotto le capacità per migliorarsi sembra averle...
(*) Momento speteguless: Dani Francis é uno pseudonimo, e si dice sia un autor* già conosciut* nell'industria editoriale che si sia volut* dare al romantasy. Perché uso l'asterisco? Tutti credono che la Francis sia una donna, magari già attiva nel romance contemporaneo, ma secondo me... è un uomo. Perché? Alcune descrizioni, alcune situazioni e alcuni modi di porsi della protagonista femminile (tra cui il fatto che pensi un po' troppo spesso al suo seno generoso) mi sembrano scritti da una mano maschile. Ma chissà, magari è solo l'autrice che prova a fare l'alternativa rispetto agli standard del genere.
(**) Adoro il poco sbattimento di Dani Francis nel decidere come chiamare le regioni del suo mondo: al posto di Distretto + numero che fa troppo Hunger Games, Distretto + lettera, così nessuno può farle causa per plagio. Genio!
(***) SPOILER: nonché (per lo stupore di nessuno) figlio del malvagio presidente di turno.


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