giovedì 25 ottobre 2018

Review Party: Vision - Alessia Coppola

Ciao. Questa è la settimana dei review party: più cerco di organizzarli diluiti nel tempo, e più si concentrano nella stessa settimana! Tuttavia, per Alessia Coppola, una delle autrici italiane che ammiro di più, non mi tiro mai indietro: ecco cosa penso del suo ultimo romanzo, Vision, un distopico in uscita per La Corte Editore, che ringrazio per l'ebook.


TITOLO: Vision
AUTORE: Alessia Coppola
COLLANA: La Corte Editore 
PREZZO (CARTACEO): 17,90€
PREZZO (EBOOK):  
TRAMA: 2486. Reika vive in un mondo perfetto, in cui gli abitanti sono il risultato di un'attenta selezione genetica.
Le razze sono suddivise in ghetti e a nessuno è permesso di oltrepassare i confini di Meridian City.
Ma accadrà qualcosa che risveglierà in lei un potere sconosciuto.
Arrestata e isolata, fuggirà e scoprirà un mondo diverso, perennemente in bilico tra la vita e la morte.
Sotto l'assedio di una terribile minaccia, Reika verrà a conoscenza del grande inganno che ha tenuto sotto scacco la sua società perfetta e sarà pronta a fronteggiare ogni pericolo, con l'aiuto di Ares e degli altri Sopravvissuti.
Conoscerà il dolore, la rabbia, ma anche l'amore e la verità. Sacrificherà se stessa, perché lei è la chiave per salvare i due mondi. Perché lei possiede l'occhio che tutto vede.


Come sapete, spesso e volentieri recensisco romanzi di Alessia Coppola, una di quelle autrici che forse senza il blog non avrei mai conosciuto. Apprezzo Alessia, soprattutto per la sua capacità di non limitarsi a un solo genere, ma di sperimentare sempre nuove storie: nel corso degli anni ho letto un retelling, un paranormal romance, un romance e ora, un distopico, Vision, in uscita per La Corte Editore con la copertina di uno dei miei illustratori preferiti, Paolo Barbieri.
La storia è ambientata in un futuro in cui la quasi totalità della popolazione terrestre è stata decimata da un virus: i superstiti risiedono a Meridian, una città stato in cui, per difendere il genere umano, le libertà sono ridotte all'osso: nessuno può uscire dalla città, né ha la possibilità di scegliere quale lavoro fare, come vestirsi o soprattutto di chi innamorarsi. Gli unici che mantengono il libero arbitrio sono gli Olimpi, l'élite della città, e Reika, la protagonista, una ragazza dal carattere d'acciaio, forte e determinata, desidera ardentemente diventare una di loro per godere, una volta nella vita, della libertà di scelta.
Per farlo, tuttavia, deve eccellere in cinque prove, di intelligenza, memoria e combattimento svolte in una sorta di Olimpiadi che vengono celebrate al termine del percorso di istruzione di ciascun adolescente. Reika è tra le favorite per la vittoria, tuttavia, com'è prevedibile, nulla va come lei desidera e la protagonista si ritrova in prigione, isolata e senza possibilità di tornare alla sua vita precedente. L'unica soluzione hai suoi problemi sembra essere la fuga da Meridian, ma quello che non si aspetta è che fuori dalle mura della città esistano dei superstiti del vecchio mondo...
Vision non è un romanzo malvagio, tuttavia ci sono due dettagli che mi hanno un po' storcere il naso. Il primo riguarda l'originalità della storia: all'inizio, soprattutto nei primi capitoli, mi sembrava tutto un po' già visto. Un morbo che stermina quasi del tutto l'umanità, la città in cui le libertà più basiche vengono negate, un City Master che vuole apparire come una figura benefica ma in realtà è solo un tiranno... È tutto molto classico, non proprio cliché perché l'autrice riesce a dare un tocco personale alle vicende, però direi comunque "negli schemi" del genere. Certo, proseguendo nella lettura vengono introdotti alcuni elementi originali, come i terribili Visio, creature a metà tra alieni e divinità, e l'ultima parte è davvero fuori da ogni stereotipo distopico e più creativa di quanto avessi pensato all'inizio. Il problema è che tutto ciò avviene effettivamente molto avanti nella narrazione e, da lettrice, avrei preferito qualche rivelazione, e qualche elemento originale in più, anche nella prima metà del libro, dove il ritmo è effettivamente più lento.
Il secondo è l'amore quasi istantaneo che avviene tra Reika ed Ares e che mi ha lasciato del tutto indifferente: il ragazzo in particolare rigetta l'idea dell'affezionarsi troppo a qualcuno per poi perderlo, ma si rimangia tutto non appena vede Reika e quest'ultima... beh, non rimane indifferente al fascino del bel sopravvissuto!
Fortunatamente un buono stile di scrittura contribuisce in modo positivo alla storia, e Alessia Coppola scrive davvero bene. E non solo: ho letto diversi romanzi di quest'autrice, dei generi più diversi, e ho notato come Alessia riesca ad adattare il modo in cui scrive alla storia che sta narrando. Mentre per romanzi più riflessivi il suo stile si fa raffinato e ricco di descrizioni anche dettagliate, in Vision è l'azione che fa da protagonista, con un ritmo veloce e coinvolgente. Anche la scelta di usare più narratori, alternando al punto di vista di Reika quello di Ares, e quello di un personaggio misterioso chiamato Maximus, si è rivelata vincente, in quanto permette al lettore di assaporare la storia da più prospettive.
Quindi? La mia valutazione è di tre stelline e mezzo: nonostante qualche difetto, Vision è comunque un buon esempio di distopico made in Italy, nonché, dal mio punto di vista, una lettura estremamente godibile.

4 commenti:

  1. Concordo sulla questione del ritmo, immagino che gestire questa storia non sia stata proprio una passeggiata per l'autrice

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    1. Vision in effetti è un romanzo più complesso di quanto non appaia nei primi capitoli

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  2. Io ho apprezzato proprio tantissimo lo stile dell'autrice che riesce a portare avanti una trama con elementi più classici ma intrigando il lettore :D

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    1. Infatti! Tra l'altro mi piace molto la scrittura di Alessia, anche se forse l'ho apprezzata più in altri romanzi rispetto a Vision

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