Buongiorno. Continuano le recensioni dei romanzi delle autrici che prenderanno parte al RARE di Firenze. Il titolo di oggi è Seven Deadly Thorns. Il bacio della morte, esordio di Amber Hamilton edito da Garzanti (cosa che mi ha stupito perché non si tratta di una CE specializzata in romantasy).
AUTORE: Amber Hamilton
COLLANA: Garzanti
PREZZO (CARTACEO): 19,90€
PREZZO (EBOOK): 10,99€
TRAMA: Nessuno sa che Viola è una strega. E nessuno dovrà mai scoprirlo. Perché nel regno in cui vive essere una strega è una condanna: ogni donna con poteri magici è braccata e uccisa per volere della Regina. Per questo, all’insaputa di tutti, Viola si finge una studentessa dell’accademia più prestigiosa della capitale. Per mimetizzarsi, ha imparato a tenere la testa bassa e a non attirare l’attenzione. Fino al giorno in cui il Cacciatore la scova. L’assassino che perseguita la sua gente è l’ultima persona che Viola si immagina: il principe Roze, arrogante e pigro, il ragazzo che più detesta dell’intera scuola. Ma, quando le imprigiona i polsi sopra la testa in un vicolo buio, mangiando con la mano libera una mela, Viola è costretta ad ascoltarlo. Roze le propone un patto: aiutarlo a detronizzare la madre scoprendo che cosa è successo al re. Hanno solo una settimana per scoprire la verità, sette giorni che corrispondono alle sette spine della rosa tatuata sul braccio del principe. In caso contrario, lui morirà. Viola non si fida di quel sorriso strafottente e di quegli occhi da serpe; potrebbe essere una strategia per coglierla di sorpresa e ucciderla con l’arma più dolce e crudele, un bacio di morte. Ma se vuole restare in vita, Viola non ha altra scelta: deve stringergli la mano e fare quello che le riesce meglio: nascondere il fastidioso palpito che la sua vicinanza le procura.
La fiaba di Biancaneve come non l’avete mai letta. Più ricca di colpi di scena del lungometraggio della Disney. Più crudele del racconto dei fratelli Grimm. Questa è la chiave del successo del romantasy più conteso della Fiera del Libro di Bologna, in corso di pubblicazione in tutto il mondo. Amber Hamilton ci regala la storia di un amore proibito, che rimane impressa come un tatuaggio. Per chi non ha paura delle emozioni forti.Seven Deadly Thorns è un romantasy di Amber Hamilton, che, come accade più spesso nel romance che nel fantasy, racconta una storia autoconclusiva incastonata però nell'universo narrativo di una serie di più volumi (di cui il secondo è in uscita a breve).
Pubblicizzato (a mio avviso in maniera fuorviante) come "il Principe Crudele incontra Powerless", Seven Deadly Thorns è in realtà un retelling di Biancaneve ambientato in una versione magica della Spagna (divisa nei regni di Aragoa e Castille, in guerra fra loro) e scritto come se fosse una Dramione (*).
La protagonista, Viola Sinclair, ricorda infatti più Hermione Granger che Jude Duarte, protagonista della trilogia di Holly Black, o Paedlyn di Powerless (**): è una maga, frequenta da outsider una scuola prestigiosa, ed è una studentessa tanto dotata quanto saputella. Il suo arcinemico è Roze Roquefort, principe di Aragoa nonché suo rivale scolastico, che la ragazza odia con tutta se stessa... fino al momento in cui non si trova a collaborare a stretto contatto con lui.
La malvagia regina di Aragoa, madre di Roze, odia tutti i meiga, ovvero coloro in grado di praticare la magia, inclusa Viola. Così ordina al figlio di ucciderla, ma questi si rifiuta e lei lo maledice, imprimendo sulla sua pelle un tatuaggio magico di una rosa con sette spine, una per ogni giorno concesso al principe per uccidere la ragazza. Se in una settimana lui non avrà posto fine alla vita di Viola, allora sarà la magia della regina a prendersi la sua vita.
Viola e Roze si alleano, cercando di scoprire chi si nasconde dietro alla morte del re di Aragoa e, allo stesso tempo, di salvarsi la vita a vicenda.
Seven Deadly Thorns è un romanzo non semplice da recensire. Perché da un lato la storia mi è piaciuta, anche più di quanto immaginassi dopo aver letto i primi capitoli, che invece non mi avevano colpita.
L'autrice infatti prende delle premesse alquanto banali e già viste e ci costruisce sopra una storia a dir poco movimentata. Certo, talvolta ho avuto l'impressione che stesse esagerando con i colpi di scena, considerato che alcuni riescono a risultare imprevedibili e banali al tempo stesso (***) e, soprattutto, con i richiami alle fiabe, che spesso finiscono per rendere la narrazione troppo ripetitiva. Tuttavia la trama rimane accattivante e in generale non mi sono mai annoiata durante la lettura, sebbene alcune scelte dell'autrice mi abbiano fatto aggrottare le sopracciglia più di una volta.
Purtroppo Seven Deadly Thorns ha anche alcuni (se non molti) difetti che saltano subito all'occhio.
Il primo fra questi è di sicuro il worldbuilding che, se dovessi descriverlo con una parola, sarebbe di sicuro "confuso". L'ambientazione di questo romanzo, infatti, non sa dove andare a parare: da un lato sembra medievale, tra castelli, famiglie reali e guardie, da un lato ha elementi moderni (se non sbaglio a un certo punto viene addirittura menzionata la luce elettrica).
Ho fatto fatica a dipingermi il mondo di Aragoa nella mia mente e, per la maggior parte del romanzo, non è risultato altro che una copia sbiadita di Hogwarts, considerato il fatto che tutto il libro è ambientato in questo castello/scuola magica in cui vive buona parte della popolazione, che non può uscire all'esterno a causa della presenza di nebbie magiche che causano la morte di tutto ciò che incontrano sul loro cammino.
Anche i personaggi non lasciano molto il segno. I protagonisti mi sono piaciuti, nonostante mi abbiano dato l'impressione di avere a che fare con l'ennesima coppia di stampo dramione (ok, una protagonista castana e uno biondo non fanno automaticamente Hermione e Draco, ma la rivalità accademica? L'hate to love? Il fatto che entrambi siano maghi, in un mondo in cui tra l'altro la magia è rara e proibita?)I personaggi secondari rimangono invece piuttosto impalpabili. Menzione d'onore all'antagonista, la regina cattiva alla fine risulta cattiva e basta, nonostante i tentativi dell'autrice di fornirle un background per giustificare le sue azioni.
E, dulcis in fundo, il finale, nonostante in generale abbia letto di peggio, sembra troncato a metà, al punto che ho controllato se ci fosse un cliffhanger e un eventuale seguito. Mentre no, è proprio la conclusione della storia (****).
Dunque la mia valutazione è di tre stelline, con un meno. Seven Deadly Thorns è un romanzo con molti difetti, forse troppi. Tuttavia, al contrario della mia prima impressione, la storia alla fine mi ha tenuta incollata alle pagine, al punto che non mi sento di bocciare totalmente questo libro, nonostante avrebbe potuto essere gestito meglio in molti suoi aspetti.
(*) Credo che non venga incluso nel sottogenere Dramione in quanto non si tratta di una storia nata da un adattamento di una fanfiction già esistente, come Alchemised o Rose in Chain. Tuttavia, non si può negare che l'ispirazione sia evidente, fin dalle descrizioni dei personaggi (Viola ha i capelli castani e ricci, Roze biondi tendenti all'argenteo. Vi ricordano forse qualcuno?)
(**) Ora io Powerless l'ho anche letto e non so cosa abbia pensato il pubblicitario che ha scritto la tagline per questo libro perché le due opere non hanno NULLA in comune fra loro.
(***) SPOILER: come Viola che si scopre essere la principessa di Castile. So che suona contraddittorio, ma, se da un lato non posso negare che la rivelazione sia giunta inaspettata, dall'altro il fatto che un protagonista si scopra tutto d'un tratto l'erede perduto di una famiglia nobile... beh, credo sia uno dei tropes più vecchi ed abusati della letteratura.
(****) SPOILER: Viola e Roze capiscono che l'unico modo che hanno per sconfiggere definitivamente la regina cattiva è quello di sacrificare le loro vite, scommettendo sul fatto che, una volta "morti" si risveglieranno a Castille, divenuto, a causa dello squilibrio della magia oscura, il "regno della morte". Tutto questo si verifica prontamente nell'ultimo paragrafo del romanzo, ma in maniera così brusca, così troncata che mi sarei aspettata un continuo della storia di Roze e Viola. Continuo che invece non arriverà perché il secondo volume della serie, in uscita quest'anno, segue personaggi diversi in un regno diverso e con una storia, suppongo, diversa.


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