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venerdì 18 settembre 2020

Review party: Il gioiello della corona - Paul Scott

Ciao a tutti! In questa settimana piuttosto impegnata, dopo un romanzo storico ambientato in Italia non poteva mancare un romanzo storico internazionale, e che romanzo! Il gioiello della corona di Paul Scott, primo volume del The Raj Quartet, è ambientato alla vigilia dell'indipendenza dell'India e indaga un momento storico generalmente poco studiato qui in Italia. 
Certo si è rivelato una lettura pesante, ma anche ricca di contenuto...


TITOLO: Il gioiello della corona
AUTORE: Paul Scott
COLLANA: Fazi Editori
PREZZO (CARTACEO): 20,00€
PREZZO (EBOOK): 9,99€
TRAMA: India, 1942. La seconda guerra mondiale ha mostrato che l'Impero britannico non è invincibile: la frattura con l'India - il gioiello della corona imperiale - si sta facendo sempre più profonda e pericolosa, mentre gli indipendentisti ingrossano le loro fila. In questo clima carico di tensioni e contraddizioni vive la giovane inglese Daphne Manners, che si è da poco trasferita nella cittadina di Mayapore. Qui ha conosciuto il bellissimo Hari Kumar, ragazzo intelligente e colto che come lei è nato e cresciuto in Inghilterra, ma è indiano; per questo, i due sono costretti a tener segreto il loro amore. Una notte, dopo un incontro appassionato con Hari nei giardini di Bibighar, Daphne viene sorpresa da un gruppo di uomini e violentata: per la polizia, guidata dal sovrintendente Merrick, questa è l'occasione ideale per stringere il pugno di ferro sulla popolazione locale. A partire dalla missionaria Miss Crane, insegnante da sempre vicina alla causa indiana che si trova spiazzata e incapace di agire di fronte all'aggressività degli scontri, tutti i membri della comunità di Mayapore dovranno fare i conti con questo e altri crimini violenti. Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico che mostra in maniera dirompente il razzismo, l'ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra, gioiello e corona, stretti nel soffocante abbraccio imperiale.






Il gioiello della corona di Paul Scott è il primo volume di The Raj Quartet, una quadrilogia dedicata all'indipendenza dell'India. L'autore, pur non essendo indiano, né anglo-indiano, ha vissuto in prima persona quel delicato periodo: se leggiamo infatti la biografia scopriremo infatti che Scott è stato, a cavallo degli anni Quaranta, un soldato di stanza in India, e, proprio in quel periodo, è venuto a contatto con la cultura locale che lo ha segnato a vita. 

Il gioiello della corona copre la prima parte di questa serie e, pur essendo ambientato in un arco temporale abbastanza lungo, si concentra principalmente sul 1942, anno in cui la tensione tra inglesi e indiani degenera, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. 
La storia è ambientata a Mayapore, una città indiana che, se non l'avessi cercata su internet per capire la sua esatta posizione, non avrei mai capito fosse fittizia e ruota attorno a un evento che ha sconvolto la comunità locale: lo stupro di Daphne Manners, una ragazza inglese di buona famiglia avvenuto nei giardini di.
Questa vicenda è solo un pretesto per dipingere l'affresco di una città indiana degli anni Quaranta in cui la convivenza tra la comunità inglese e quella indiana cominciava farsi sempre più difficile: sono molti i personaggi che si muovono in questo contesto, ciascuno con il proprio background, la propria personalità e la propria storia, e ognuno di essi è solo un tassello del grande puzzle che compone il Raj Quartet. 

Parlando di pregi e difetti, il punto forte di questo libro è sicuramente l'ambientazione. Si vede che l'autore ha vissuto in India: basta leggere poche pagine del romanzo per sentirsi trasportati in un altra epoca, in un'India così simile, eppure così diversa, da quella attuale. Non basta descrivere un luogo per dare realismo alla storia, bisogna conoscerlo, e Paul Scott sa bene di cosa parla. Tra l'altro ho apprezzato che il fatto che l'autore rimanga piuttosto neutrale sia nei confronti degli inglesi che degli indiani e che evidenzi di entrambe le parti sia i comportamenti corretti che quelli criminali. Tuttavia il libro ha anche dei difetti. Il primo, nonché più evidente, è che il modo in cui l'autore ha impostato la storia semplicemente non faceva per me. Personalmente tendo a preferire i libri che vengono definiti in gergo "plot driven", cioè concentrati principalmente sulla trama.
Il gioiello della corona è tutto fuorché plot driven.
La trama infatti è sepolta sotto paragrafi e paragrafi di descrizioni: l'autore infatti usa la storia di Daphne Manners e degli altri personaggi come pretesto per inquadrare un determinato periodo storico, ma il modo in cui il romanzo è stato impostato non mi ha convinto del tutto.
Il fatto è che un romanzo può essere scritto in maniera incantevole, avere dei personaggi ben realizzate e un'ambientazione molto realistica, ma se non ti spinge a continuare a leggere gli manca qualcosa.
E, a mio avviso, al gioiello della corona manca proprio quel qualcosa.
La trama procede lenta, lentissima e, in mezzo ci sono questi aneddoti su non so quanti personaggi di contorno che se all'inizio mi intrigavano parecchio, alla fine hanno finito per annoiarmi. E questo effetto viene amplificato dalla struttura che l'autore ha scelto per questo libro.
Come sapete privilegio i romanzi che presentano capitoli di lunghezza breve o media, e inizio a indispettirmi quando la lunghezza dei capitoli supera le 20 pagine.
Paul Scott non ha diviso il romanzo in capitoli, lo ha diviso direttamente in parti, qualcuna più lunga e qualcuna più breve, ma tutte superiori alle cinquanta pagine. Ci sono parti incentrate su un singolo personaggio, altre su un luogo o altre su un evento ma fatto sta che tutte, oltre alla trama, contengono un numero esorbitante di racconti, personaggi secondari e altri aneddoti che, se da una parte rende il Raj Quartet una delle opere più importanti della seconda metà del Novecento, dall'altra lo rendono, sempre a mio avviso, una lettura dispersiva e anche un po' pesante, non adatta a tutti i lettori.
Per questo motivo, la mia valutazione è di tre stelline e mezzo. Il gioiello della corona è un bel romanzo, un romanzo importante ma non è assolutamente un romanzo per tutti. E soprattutto, deve essere letto nel momento giusto.
Forse non è stato il momento adatto per godere appieno della scrittura vivida di Paul Scott e per immergermi nell'incredibile quadro a cui è stato capace di dare vita ma sono sicura che, prima che la Fazi pubblichi anche i volumi rimanenti della serie lo rileggerò per apprezzarne al meglio tutte le sfumature.
E quella volta sì che sarà il momento adatto.


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