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mercoledì 22 giugno 2022

Review Party: Liberiamo le stelle - Hasfah Faizal

Ciao a tutti. Mentre io sono nel bunker dove lavoro (non che lavori in un bunker, ma il telefono non prende) vi lascio questo post sulla conclusione della dilogia Le sabbie di Arawiya di Hasfah Faizal, edita Oscar Vault. Come sarà questo secondo libro? Scopriamolo insieme...

TITOLO: Liberiamo le stelle  
AUTORE: Hasfah Faizal
COLLANA: Oscar Vault 
PREZZO (CARTACEO): 24,00€ 
PREZZO (EBOOK): 11,99€ 
TRAMA: La battaglia su Sharr è finita. L'Arz è caduto. Altair è stato fatto prigioniero, ma il suo piano per restituire la magia a tutta Arawiya non è ancora fallito: Zafira, Nasir e Kifah sono infatti diretti a Rocca del Sultano, decisi a riportare i cuori delle Antiche Sorelle nei minareti di ogni califfato. Ma sono a corto di risorse e di alleati, e nel regno si teme il ritorno del Leone della Notte. Età di lettura: da 11 anni.



Ci sono libri per si nutrono sentimenti contrastanti. Liberiamo le stelle di Hasfah Faizal è uno di questi. Come sapete se avete letto la mia recensione di Liberiamo le stelle, la serie ambientata nel califfato di Arawiya mi era piaciuta ma non completamente. 
Per quanto la mia recensione fosse ben più positiva di tante altre che trovate in rete, non potevo non negare che la serie della Faizal avesse qualche difetto.
Ciononostante, trainata dall'amore per una coppia di protagonisti straordinari, e da un worldbuilding accattivante, ho deciso di concludere la serie con la lettura del secondo e ultimo volume della dilogia.
Volume che ha confermato, in parte, le mie impressioni generali sulla serie, sia nei suoi pregi, che nei suoi difetti. 
Partiamo dai pregi, come la magia del mondo creato da Hasfah Faizal. Non so perché ma Arawiya mi è piaciuto più di tante altre ambientazioni fantasy di stampo arabo. L'autrice è riuscita nel creare un mondo complesso, forse troppo considerato che, conclusa la lettura ho dimenticato buona parte dei nomi, ma che, nonostante ciò, riesce a rimanere impresso nel lettore come atmosfere e come luoghi. 
Anche i personaggi rientrano nei lati positivi del libro, nonché dell'intera serie. Mi sono affezionata subito, durante i primi capitoli di Catturiamo la fiamma, al trio di protagonisti, Zafira, Nasir e Altair, e sono stata felice di ritrovarli in Liberiamo le stelle, sebbene, come spesso accade nei volumi conclusivi di una serie, i tre non passino dei bei momenti e, in alcuni passaggi, risultino forse snaturati rispetto al primo libro. Certo, è vero che affrontano un percorso di creacita ed evoluzione non priva di ostacoli, ma in certi casi sembrava proprio che l'autrice volesse accanirsi su di loro e, in particolare, riguardo al rapporto tra Zafira e Nasir, che mi ha fatto penare... e non poco! 
Ma fossero solo i personaggi...
La scrittura, infatti, è croce e delizia del romanzo. 
Da una parte Hasfah Faizal scrive molto bene. Mi piace il modo in cui gioca con le parole e le emozioni che riesce ad evocare nel lettore. Se Arawiya mi è piaciuta così tanto è sicuramente merito della sua penna. Inoltre, come avevo già sottolineato in Catturiamo la fiamma, l'autrice predilige capitoli da brevi a brevissimi, ed è uno degli elementi che mi ha "salvato" la lettura. Perché? Perché il principale problema di Liberiamo le stelle (di cui tra l'altro vi avevo già parlato anche nella recensione di Catturiamo la fiamma) è il fatto che la Faizal sarà anche tanto brava, ma è pure tanto prolissa. E se già le cinquecento pagine di Catturiamo la fiamma mi erano sembrate lunghette, le oltre seicento di Liberiamo le stelle, in certi punti, mi sono sembrate interminabili. Con questo non voglio dire che questo romanzo sia brutto... ce ne fossero di libri così! Però in molti casi ho avuto l'impressione che l'autrice, un po' per allungare il brodo, un po' quasi per autocompiacimento durante la lettura, abbia scritto intere parti che, nel migliore dei casi, avrebbero dovuto subire una sforbiciata durante il processo di editing (e nel peggiore avrebbero potuto essere eliminate senza alcuna conseguenza). 
Liberiamo le stelle in sé non è noioso, ma con un centinaio (se non due) di pagine in meno sarebbe stato di gran lunga più coinvolgente e accattivante.
Dunque? La mia valutazione è di tre stelline con un più. La serie di Hasfah Faizal aveva grandi potenzialità, che non si sono compiute appieno. Ed è un peccato perché, a mio avviso, l'autrice ha ottime capacità, sia nel creare personaggi e worldbuilding decisamente interessanti (e che a mio avviso si sono rivelati i punti forti della dilogia) sia nella scrittura in generale. 
Sono dunque curiosa di leggere suoi lavori futuri, per vedere se è riuscita a limare i difetti che mi hanno impedito di apprezzare appieno questa serie. 


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