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lunedì 7 settembre 2020

Recensione: Pelle di mille bestie - Stéphane Fert

Ciao a tutti. Comincia oggi una nuova settimana, e io sono tornata a Torino, per le due settimane di lavoro in presenza. Per questo lunedì vi lascio la recensione di Pelle di mille bestie, la nuova graphic novel di Stéphane Fert che, con le sue protagoniste forti e le sue storie dark, si sta conquistando un posticino nel mio cuore.
Ringrazio ancora la CE Tunuè per la copia! 

TITOLO: Pelle di mille bestie
AUTORE: Stéphane Fert
COLLANA: Tunué
PREZZO (CARTACEO): 18,90€
PREZZO (EBOOK): / 
TRAMA: Dopo Morgana, il ritorno di Stéphane Fert con un'altra storia con protagonista una donna forte, che lotta per non essere imprigionata nel suo ruolo. I ruoli possono ingabbiarci, ma da cui si può anche fuggire. Ce lo insegna la principessa Ronces che pur di evitare un matrimonio non desiderato, è disposta a fuggire.
Aiutata dagli spiriti animali e dalla dedizione della bella Lou, riuscirà a far prevalere la libertà e la forza dell’amore sulla brama di potere e la morte.
Un sapiente e riuscito adattamento della fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm, un graphic novel in i cui i disegni sono puro piacere per gli occhi




Ho conosciuto Stéphane Fert grazie alla pubblicazione di Morgana, la graphic novel scritta insieme a Simon Kansara, e pubblicata da Tunué, che rielaborava in maniera dark e femminista la figura della fata Morgana. Quell'opera mi ha colpito, e non solo perché sono una grande fan del ciclo arturiano: gli autori infatti proponevano una figura femminile forte e determinata, che non si piegava ai canoni della società maschilista dell'epoca, al punto da diventare il "cattivo" della storia e compiere azioni inconcepibili per raggiungere i suoi scopi.
Per questo motivo, quando ho scoperto che la casa editrice Tunué avrebbe pubblicato una nuova opera, scritta questa volta dal solo Stéphane Fert, ho deciso che avrei assolutamente dovuto leggerla.
Questa graphic novel si intitola Pelle di mille bestie ed è ispirata a Dognipelo, una fiaba dei fratelli Grimm che a sua volta rielabora spunti da storie più antiche, come Pelle d'asino di Charles Perrault e, soprattutto, l'Orsa di Gianbattista Basile, una fiaba del Cunto de li Cunti, che ha per protagonista una principessa costretta a vestire una pelle di orso (e che ricorda molto la copertina del libro).
In questa rielaborazione moderna della fiaba i ruoli di principe e principessa sono invertiti rispetto alla tradizione e, ancora una volta, Stéphane Fert è riuscito a dare vita a un personaggio femminile dotato di una grande forza, non solo interiore.
Infatti Ronces, la protagonista, è la figlia del Re degli insetti e della Bella, un'umana di grande bellezza: abbandonata dal padre e cresciuta nella foresta in compagnia degli animali che la abitano, suoi unici amici, ha sviluppato uno spirito libero e selvaggio, oltre che una mente acuta  una lingua tagliente.

La principessa Ronces

Lou invece è il principe di un regno vicino, mingherlino, sensibile, e più appassionato alla botanica che alle armi. I due si incontrano, e Lou si innamora a prima vista di Ronces, che, a sua volta, non rimane indifferente di fronte al tenero principino. Peccato che la ragazza poco dopo venga maledetta dal padre, che la vuole sposare in quanto unica donna al mondo più bella della madre...
Sebbene la vicenda parta proprio come la fiaba dei Grimm a cui è ispirata, la sua evoluzione è molto più moderna e dark: come anche in Morgana il tema della sessualità è presente nella storia, così come i combattimenti e alcuni accenni, seppur velati dall'atmosfera fiabesca, a temi piuttosto controversi, come l'incesto. Sebbene lo stile di Fert, così fiabesco e particolare, finisca per alleggerire anche la parti più pesanti della storia, bisogna ricordarsi che, nonostante il titolo e i disegni, Pelle di mille bestie non è una graphic novel per lettori molto giovani, e, anzi, io la consiglierei a un target young/new adult (a partire dai 14/16 anni).
Tornando al disegno, credo di essere innamorata dello stile di Stéphane Fert.
Il tratto è particolare: da un lato ha un qualcosa di infantile che affascina, ma dall'altro ha qualcosa di dark e sensuale che crea un contrasto che, a mio avviso, è una delle caratteristiche più riconoscibili delle opere di questo autore.
Anche l'uso del colore è azzeccato: come anche in Morgana dominano le sfumature di blu, viola e verde bosco, le quali donano alla storia un'atmosfera fiabesca e inquietante al tempo stesso.
La trama è avvincente e ci sono dei colpi di scena, soprattutto nel finale, che non mi sarei mai aspettata: l'unico difetto, se così si può chiamare, è che finisce troppo presto. Sia Morgana che Pelle di mille bestie, infatti, sono lunghe poco più di un centinaio di pagine: un numero sufficiente per dare vita a una storia autoconclusiva, ma non abbastanza per soddisfare appieno un'avida lettrice come me.

Per questo motivo la mia valutazione è di quattro stelline. Stéphane Fert sta dando vita a una serie di opere con caratteristiche comuni: retelling dark con una protagonista forte e fuori dagli schemi. Se in una storia apprezzate queste caratteristiche, oppure se avete già letto e amato Morgana, allora non potrete perdervi anche Pelle di mille bestie. 

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