Ciao a tutti. Nuovo post dedicato a un romanzo di un'autrice che parteciperà al RARE di Firenze ancora inedita in italiano (ed è strano, perché quando sono state annunciate le autrici avrei scommesso su una sua traduzione prima dell'evento). Di chi parlo? Di Jo Segura, autrice americana di origini messicane nota per i suoi romance a tema archeologico/avventuroso. Raiders of the lost heart è il suo debutto letterario ed è finito nella mia TBR fin dal suo annuncio ma, se devo essere onesta, mi sarei aspettata qualcosa di più.
AUTORE: Jo Segura
COLLANA: Berkley
PREZZO (CARTACEO): $19,00
PREZZO (EBOOK): $10,99
TRAMA [ENG]: Rival archaeologists must team up on a secret Aztec
expedition, or it could leave their careers—and hearts—in ruins.
Archaeologist Dr. Socorro “Corrie” Mejía has a bone to pick. Literally. expedition, or it could leave their careers—and hearts—in ruins.
It’s been Corrie’s life goal to lead an expedition deep into the Mexican jungle in search of the long-lost remains of her ancestor, Chimalli, an ancient warrior of the Aztec empire. But when she is invited to join an all-expenses-paid dig to do just that, Corrie is sure it’s too good to be true...and she’s right.
As the world-renowned expert on Chimalli, by rights Corrie should be leading the expedition, not sharing the glory with her disgustingly handsome nemesis. But Dr. Ford Matthews has been finding new ways to best her since they were in grad school. Ford certainly isn’t thrilled either—with his life in shambles, the last thing he needs is a reminder of their rocky past.
But as the dig begins, it becomes clear they’ll need to work together when they realize a thief is lurking around their campsite, forcing the pair to keep their discoveries—and lingering attraction—under wraps. With money-hungry artifact smugglers, the Mexican authorities, and the lies between them closing in, there’s only one way this all ends—explosively.
Raiders of the Lost Heart (*) è una rom-com a tema archeologia, romanzo d'esordio di Jo Segura, autrice di origini messicane che avevo adocchiato fin dalla sua uscita qualche anno fa (purtroppo non è stata ancora tradotta in italiano). Complice la copertina adorabile e la trama che strizza l'occhio a Indiana Jones, ma in salsa romance, questo romanzo è finito dritto in #tbr e visto che l'autrice parteciperà al RARE di Firenze ho colto l'occasione per toglierlo dalla lista.
Peccato che, come spesso accade, le mie aspettative erano troppo alte per essere soddisfatte. Perché Raiders of the Lost Heart è quel classico romanzo un po' meh, che parte con un'idea brillante ma non riesce a svilupparla nel migliore dei modi.
Dr Socorro Mejía, detta Corrie, professoressa universitaria e nota archeologa, ha un sogno: trovare i resti perduti di Chimalli, leggendario guerriero atzeco da cui, secondo suo nonno, discende la sua famiglia. Quando le viene offerta la possibilità di partecipare a uno scavo in Messico per trovarlo, Corrie accetta subito senza nemmeno rendersi conto che il capo della spedizione è Ford Matthews, suo rivale accademico nonché l'uomo che anni prima le ha spezzato il cuore.
I due si trovano così costretti a condividere gli scavi nella giungla messicana, tra false piste, sospetti tombaroli e la rispettiva attrazione mai sopita.
Detto così, Raiders of the lost heart sembra un romanzo molto interessante... e in un certo senso lo è. Tuttavia ho avuto l'impressione che l'autrice non abbia gestito bene la narrazione e lo sviluppo della trama. Gli eventi infatti si concentrano nei primi tre capitoli e negli ultimi tre, mentre il resto del romanzo rimane statico e senza troppa personalità. Considerato la mole di cose che succedono nelle ultime cinquanta pagine (**) credo che l'autrice avrebbe potuto anticipare diversi degli eventi senza per questo togliere pathos alla narrazione, rendendo così la storia più equilibrata e divertente da leggere.
La protagonista Corrie Mejía è badass. Non tanto perché lo pensi, ma perché il concetto viene ripetuto nel romanzo fino allo sfinimento. Ma cosa fa la dottoressa Mejía per essere così badass? Recupera opere d'arte rubate? Combatte contro i cattivi? Beh... in Raiders of the Lost Heart la dottoressa Mejía si limita a svolgere il suo lavoro, ma questo lato intraprendente che dovrebbe renderla una sorta di Indiana Jones in gonnella io non l'ho visto (o forse non l'ho capito).
Lo stesso si può dire per il protagonista maschile, il bellissimo, famoso, intelligente Ford Matthews, la cui rivalità con la Mejía si basa più sul miscommunication trope che su un effettivo hate to love. Inoltre ho avuto l'impressione che sul finale facesse un po' la figura dell'ingenuo, ma questa è solo la mia interpretazione.
La scrittura è ok, senza infamia né lode (a parte il continuo ripetere di concetti, come l'intraprendenza della protagonista, che andrebbero dimostrati al lettore, e non solo buttati lì).
Come scritto in precedenza, ho trovato lo svolgimento del romanzo piuttosto piatto, nonostante i primi accattivanti capitoli e un finale che invece mi è piaciuto.
Per questo motivo la mia valutazione è di tre stelline. Mi aspettavo di più di Raiders of the lost heart ma, nonostante alcune idee molto buone, la storia non è stata in grado di esprimere appieno il suo potenziale. Spero che, essendo un debutto, l'autrice sia riuscita a migliorare con la stesura dei seguiti/spin off (***).
(*) Il titolo è un bellissimo gioco di parole con Raiders of the Lost Arc, in italiano I predatori dell'arca perduta, primo film della serie di Indiana Jones. Siccome questo libro non è ancora stato tradotto, non so come sarà reso il titolo in italiano (probabilmente i traduttori opteranno per lasciare il titolo originale e aggiungeranno un qualche sottotitolo).
(**) Praticamente dopo centinaia di pagine passate a blaterare tra uno scavo e l'altro, i nostri si rendono conto di essere stati presi in giro e si trovano alle prese non solo con un tombarolo, ma nel giro di poche pagine le autorità culturali messicane li accusano pure di aver portato avanti degli scavi illegali. Svolta interessante che ha risollevato l'intero romanzo, ma che avrei preferito non fosse relegata negli ultimissimi capitoli.
(***) Ovviamente, come la stragrande maggioranza delle serie romance degli ultimi anni, anche Raider of the lost heart (che è un romanzo autoconclusivo) ha dei "seguiti" ambientati nello stesso universo narrativo ma con personaggi diversi (ad esempio, il secondo libro, Temple of Swoon, ha per protagonista Miriam, l'assistente di Corrie)



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