Ciao a tutti. Anni fa vi ho parlato di Caraval e Finale ma non vi ho mai pubblicato la recensione di Legend, il secondo volume della serie. Rimedio subito! (La mia opinione è però relativa alla rilettura effettuata all'inizio di quest'anno).
AUTORE: Stephanie Garber
COLLANA: Rizzoli
PREZZO (CARTACEO): 13,50€
PREZZO (EBOOK): 7,99€
TRAMA: Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.
Legend, in lingua originale Legendary (*), è il secondo volume della serie Caraval di Stephanie Garber, composta al momento dalla trilogia principale e dalla novella natalizia Spectacular.
Se il primo volume aveva per protagonista Rossella Dragna, suo malgrado costretta a partecipare a Caraval per ritrovare la sorella Donatella e per uscire dalla monotonia di una vita che sembrava essere già stata tracciata per lei, in questo seguito la protagonista è proprio Donatella, questa volta giocatrice e non più pedina in quella grande scacchiera che è Caraval.
Tuttavia, se nel primo libro ci viene detto di ricordare che "Caraval è solo un gioco" in questo caso la posta in palio è molto più alta.All'inizio ero un po' scettica di fronte alla trama di Legend. Ripetere ancora una volta Caraval mi è sembrata una scelta un po' di comodo (oltre a ricordarmi il secondo volume di Hunger Games in cui la protagonista partecipa un'altra volta ai giochi).
Tuttavia, grazie all'introduzione di nuovi personaggi e all'ampliamento della trama orizzontale, l'autrice è riuscita a cavarsela piuttosto bene, creando una storia che non solo non fa rimpiangere il primo libro (che già mi era piaciuto moltissimo) ma che riesce, spesso e volentieri, a sorprendere il lettore con rivelazioni e colpi di scena.
Ho apprezzato il personaggio di Donatella, anche più della sorella. Se in Caraval Donatella viene descritta come una ragazza ribelle ed impetuosa, in questo volume l'autrice ne approfondisce la caratterizzazione, rivelando al lettore chi si nasconde dietro la facciata dell'irruente sorellina di Rossella Dragna.
L'aspetto però che ho preferito di Legend sono i personaggi maschili.
Da un lato c'è il moro, Dante, artista già introdotto in Caraval, che in questo volume guadagna il suo posto sotto le luci della ribalta. In questo volume la sua figura viene approfondita (**) e mostra al lettore l'uomo dietro alla maschera dell'artista.
Dall'altro invece c'è il biondo, Jacks, new entry del romanzo e destinato molto spesso a rubare la scena a Dante. Jacks è un antieroe, un personaggio grigio che da un lato ricopre il ruolo di antagonista della storia, ma il cui fascino non riesce a lasciare indifferenti né le lettrici né la protagonista (***)
Un altro aspetto che continuo ad apprezzare è la scrittura di Stephanie Garber. Si tratta di quegli stili sognanti, ricchi di descrizioni e soprattutto di (tante) metafore che finiscono per rendere l'atmosfera della storia incantata.
Detto così, in realtà, si tratta di una scrittura che normalmente avrei detestato fin dalle prime righe, ma, nel contesto magico di Caraval e grazie al fatto che l'autrice riesce sempre a mantenere un equilibrio nella sua prosa (senza farla diventare troppo orpellosa o artefatta) sono invece riuscita ad apprezzarla.
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Caraval è una serie che si ama o si odia. Nel mio piccolo, l'ho adorata fin dalla prima lettura e le mie impressioni rimangono tali anche dopo la rilettura. E, per quanto non ami troppo le serie infinite e i romanzi scritti solo per spremere i lettori, beh... gradirei un altro spin off ambientato in questo universo narrativo (no, le novelle natalizie non contano!)
Se il primo volume aveva per protagonista Rossella Dragna, suo malgrado costretta a partecipare a Caraval per ritrovare la sorella Donatella e per uscire dalla monotonia di una vita che sembrava essere già stata tracciata per lei, in questo seguito la protagonista è proprio Donatella, questa volta giocatrice e non più pedina in quella grande scacchiera che è Caraval.
Tuttavia, se nel primo libro ci viene detto di ricordare che "Caraval è solo un gioco" in questo caso la posta in palio è molto più alta.All'inizio ero un po' scettica di fronte alla trama di Legend. Ripetere ancora una volta Caraval mi è sembrata una scelta un po' di comodo (oltre a ricordarmi il secondo volume di Hunger Games in cui la protagonista partecipa un'altra volta ai giochi).
Tuttavia, grazie all'introduzione di nuovi personaggi e all'ampliamento della trama orizzontale, l'autrice è riuscita a cavarsela piuttosto bene, creando una storia che non solo non fa rimpiangere il primo libro (che già mi era piaciuto moltissimo) ma che riesce, spesso e volentieri, a sorprendere il lettore con rivelazioni e colpi di scena.
Ho apprezzato il personaggio di Donatella, anche più della sorella. Se in Caraval Donatella viene descritta come una ragazza ribelle ed impetuosa, in questo volume l'autrice ne approfondisce la caratterizzazione, rivelando al lettore chi si nasconde dietro la facciata dell'irruente sorellina di Rossella Dragna.
L'aspetto però che ho preferito di Legend sono i personaggi maschili.
Da un lato c'è il moro, Dante, artista già introdotto in Caraval, che in questo volume guadagna il suo posto sotto le luci della ribalta. In questo volume la sua figura viene approfondita (**) e mostra al lettore l'uomo dietro alla maschera dell'artista.
Dall'altro invece c'è il biondo, Jacks, new entry del romanzo e destinato molto spesso a rubare la scena a Dante. Jacks è un antieroe, un personaggio grigio che da un lato ricopre il ruolo di antagonista della storia, ma il cui fascino non riesce a lasciare indifferenti né le lettrici né la protagonista (***)
Un altro aspetto che continuo ad apprezzare è la scrittura di Stephanie Garber. Si tratta di quegli stili sognanti, ricchi di descrizioni e soprattutto di (tante) metafore che finiscono per rendere l'atmosfera della storia incantata.
Detto così, in realtà, si tratta di una scrittura che normalmente avrei detestato fin dalle prime righe, ma, nel contesto magico di Caraval e grazie al fatto che l'autrice riesce sempre a mantenere un equilibrio nella sua prosa (senza farla diventare troppo orpellosa o artefatta) sono invece riuscita ad apprezzarla.
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Caraval è una serie che si ama o si odia. Nel mio piccolo, l'ho adorata fin dalla prima lettura e le mie impressioni rimangono tali anche dopo la rilettura. E, per quanto non ami troppo le serie infinite e i romanzi scritti solo per spremere i lettori, beh... gradirei un altro spin off ambientato in questo universo narrativo (no, le novelle natalizie non contano!)
(*) E si tratta di uno dei cambi di titolo dall'inglese all'italiano per me più incomprensibili
(**) Talvolta Dante risulta "out of character" col personaggio presentatoci in Caraval, ma l'autrice riesce ad uscire brillantemente da questa situazione con la giustificazione che Dante è un attore e nel primo libro sta solo recitando un ruolo ("how convenient..." ma comunque coerente con le regole interne di Caraval).
(***) SPOILER: non è un caso che la Garber abbia scritto addirittura una serie sequel con Jacks come protagonista (ovviamente trovate riassunti e recensioni qui sul blog!)


C'è una componente romance nel romanzo? Oppure, date la stragrande maggioranza delle tue recensioni, ça va sans dire?
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