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mercoledì 5 luglio 2023

Review Party: Il Signore degli Enigmi - Patricia A. Mckillip

Ciao a tutti. Oggi recensione 3×1: vi parlo infatti dell'intera trilogia del Signore degli Enigmi, e dei singoli volumi che la compongono: Il signore degli enigmi di Hed, L'erede del mare e del fuoco e l'Arpista nel vento. Buona lettura!



TITOLO: Il signore degli enigmi. La trilogia
AUTORE: Patricia A. Mckillip
COLLANA: Oscar Draghi
PREZZO (CARTACEO): 28,00€
PREZZO (EBOOK): 12,99€
TRAMA: In una terra fantastica in cui magici presagi attendono di tradursi nuovamente in realtà, il viaggio avventuroso del giovane eroe che risolverà il più oscuro degli enigmi


Non avevo mai sentito parlare prima del Signore degli Enigmi di Patricia A. McKillip, scrittrice statunitense venuta a mancare l'anno scorso, ma a quanto pare è un classico del fantasy. 
Per questo motivo grazie alla ripubblicazione di Mondadori nel formato Drago dell'intera trilogia, ho deciso di "ampliare i miei orizzonti" e di leggere la serie. Dopotutto, può un lettore dirsi appassionato del fantasy senza conoscere i capisaldi del genere?
In generale, una volta terminata la lettura di tutti e tre i volumi della serie, ho capito perché quest'opera sia riconosciuta come un classico del fantasy moderno e abbia ispirato, a suo modo, autori contemporanei (Martin? Rothfuss? Sto guardando proprio voi!), ma, al tempo stesso, la trilogia de Il signore degli enigmi ha dei limiti che il confronto con il fantastico contemporaneo non fa altro che accentuare. 

Il Maestro degli Enigmi di Hed
Morgon è il principe dell'isola di Hed, un'isoletta piuttosto arretrata dove tutti, famiglia reale inclusa, si dedicano alla produzione della birra e alla cura degli animali. Un giorno torna a casa portando con sé la corona degli antichi re, vinta a una gara di enigmi contro un fantasma. Quest'evento inaspettato causa la fuga di Morgon dall'isola, e la sua ricerca del Supremo, l'essere che domina le terre in cui la serie è ambientata, e che può chiarire al ragazzo cosa significano realmente le tre stelle che porta sulla fronte. Ad accompagnarlo, Deth, un arpista dal passato misterioso. 
Devo ammettere che avevo aspettative alte per questo libro che sono andate a cozzare contro la realtà dei fatti: Il maestro degli enigmi di Hed è un libro troppo vintage per i miei gusti. Vintage nella trama (il viaggio di un personaggio alla ricerca di sé), vintage nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto il protagonista, vintage nello stile. 
Morgon è un protagonista vecchio stile: è un prescelto, porta su di sé i segni di una profezia che viene dal passato e ha capacità straordinarie. In pratica è tutto ciò che il fantasy moderno mi ha fatto odiare. Deth, coprotagonista, è più sopportabile, ma si intuisce subito che nasconde qualcosa. Entrambi risultano un po' distanti e non sono riuscita né a immedesimarmi in loro, né a sentirmi coinvolta nelle loro vicende. 
Il libro è scritto bene, meglio di tanti altri, però l'ho trovato un po' pesante da digerire. Facevo fatica a procedere con le avventure di un protagonista freddo come un frigorifero, e i nomi impronunciabili e i continui rimandi ad altri personaggi, faccende, enigmi ancora più complessi non facevano altro che rendere la lettura ancora più difficoltosa. Però la McKillip scrive bene e ci sono delle scene, verso il finale, che per potenza ed epicità mi hanno dato i brividi. 
Dunque la mia valutazione è di tre stelline. Ho capito perché questa serie è annoverata tra gli annali del fantasy, ma devo ammettere che, rispetto ad altre opere dello stesso periodo, non è invecchiata benissimo. 


Erede del mare e del fuoco.
Dopo la scomparsa di Morgon, Raederle, principessa di An e sua promessa sposa, attraversa mari e regni lontani per scoprire cosa gli è successo e vendicare la sua morte. Insieme a lei, Lyra, la figlia della Morgol che abbiamo conosciuto nel primo libro, e altri personaggi, tra cui alcune new entry. Erede del mare e del fuoco è risultato, a mio avviso, un romanzo più godibile rispetto al Maestro degli enigmi di Hed. 
Ho trovato Raederle una protagonista più moderna e meglio caratterizzata rispetto a Morgon, e anche la trama, con il viaggio della ragazza alla ricerca del suo promesso sposo, è stata più avvincente e meno confusa rispetto a quella del primo libro. Ho apprezzato di più anche il cast di personaggi secondari, molto più al femminile rispetto al volume precedente. 
Come il primo libro, anche questo seguito ha dei limiti. Quello che meno mi è piaciuto è l'instalove di Raederle nei confronti di Morgon. Questi due si sono incontrati tanti anni prima, ma di fatto non erano innamorati: Raederle scopre di essere promessa a Morgon solo perché suo padre l'aveva destinata come premio a chi avesse vinto la gara di enigmi contro lo spettro del primo libro.
Eppure agisce come se lo amasse da sempre ed è pronta a rischiare più volte la vita per lui, un comportamento che non ho trovato realistico, persino per un fantasy anni Settanta. 
Nonostante ciò, ho trovato la lettura di questo libro scorrevole, e per questo motivo la mia valutazione è di quattro stelline. 


Arpista nel vento.
Ho iniziato questo libro con un po' di timore. Sarebbe stato più simile al primo libro, che ho trovato a tratti pesante o al secondo, più appassionante e innovativo? 
Alla fine, la verità sta nel mezzo. 
L'arpista nel vento ha come protagonisti sia Morgon e Raederle, e chiude la trama legata al mago Ohm (il nome completo l'ho già dimenticato tanto è difficile). Ormai non mi aspettavo tanta epica e battaglie, ma forse qualcosa di più dal volume conclusivo di una trilogia sì. Il signore degli enigmi non è una serie basata su azione e battaglie, ma molto più intimista. Può piacere, può non piacere.
In generale, quando ho iniziato questa serie, mi aspettavo qualcosa di diverso. I miei gusti, nel fantasy, sono più "estremi", e, per quanto sapessi di non dovermi aspettare un romanzo contemporaneo, non posso negare di preferire storie più dinamiche, non necessariamente ricche di romance e violenza, ma che almeno presentino colpi di scena coinvolgenti. 
In questo libro, questo mi è mancato.
Ciò non toglie valore all'opera scritta dalla Mckillip che, come si può notare leggendo tutti e tre i volumi, è stata fonte di ispirazione per autore successivi. Solo, avrei preferito che l'autrice desse più importanza alla trama e si perdesse meno in dettagli che a mio avviso finiscono solo per appesantire la narrazione.
Perciò la mia valutazione per questo volume conclusivo è di tre stelline con un più: l'ho trovato superiore a Il maestro degli enigmi di Hed ma, caso più unico che raro, non mi è piaciuto tanto quanto il secondo libro. 


Quindi? Confesso che mi aspettavo qualcosa di più da questa trilogia, che pur essendo un caposaldo del genere, mi ha coinvolto meno di altre letture, forse di qualità inferiore, ma a mio avviso più capaci di intrattenere il lettore. Ve la consiglio? 
Se siete appassionati di fantasy, è una lettura quantomeno da iniziare, ma se mai fosse disponibile (magari in biblioteca) l'edizione con i tre volumi separati vi direi di preferire quella, sia mai che decidiate di abbandonare a metà del primo libro. 

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