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venerdì 7 ottobre 2022

Review Party: Eccoci ancora qui - Becky Albertalli e Adam Silvera

Seconda recensione della giornata. È uscito da poco Eccoci ancora qui, seguito del (credevo) autoconclusivo Può succedere anche a noi, di Becky Albertalli e Adam Silvera, di recente ripubblicato con il titolo E se capita anche a noi. Avevamo davvero bisogno di questo sequel? Leggete la recensione... 

TITOLO: Eccoci ancora qui  
AUTORE: Becky Albertalli e Adam Silvera
COLLANA: Libri Mondadori 
PREZZO (CARTACEO): 18,50€
PREZZO (EBOOK):  
TRAMA: Ben è riuscito a sopravvivere al primo anno di college eppure si sente più incasinato che mai. Le lezioni sono una faticaccia e il suo lavoro part-time con il padre è anche peggio. Per fortuna nella sua vita ora c'è Mario, suo compagno di scrittura creativa, ma anche insegnante personale di spagnolo (e di baci appassionati). Allora perché non riesce a smettere di pensare a un certo ragazzo del suo passato? Arthur è di ritorno a New York dopo due anni, pronto a conquistare Broadway come miglior... stagista dell'assistente di un regista di teatro off. Certo, passerà l'estate lontano da Mikey, il suo ragazzo, ma la loro relazione è abbastanza forte da resistere alla distanza. Ecco perché non è un grosso problema che il suo ex Ben torni in scena. Né che sia accompagnato da un misterioso ragazzo. Entrambi cercano di concentrarsi sul loro futuro, eppure non fanno che incontrarsi. L'universo li vuole forse costringere a chiedersi se sono destinati a essere una coppia? Forse no. Dopotutto, le cose non hanno funzionato la prima volta. Forse sì. Dopotutto, le scintille continuano a volare. Forse, invece, li sta solo invitando a brindare ai nuovi inizi e a due vecchi amici che si ritrovano insieme ancora una volta!



Ho profondamente amato Può succedere anche a noi di Becky Albertalli e Adam Silvera. Mi sono rivista tantissimo nei protagonisti, Ben e Arthur, e nella loro storia (che a un certo punto ha iniziato ad assomigliare sempre più alla mia, finale incluso), nonché nella passione per i biscotti della pasticceria Levain (di cui ho trovato la ricetta in un blog americano e posso confermare: sono deliziosi). 
Tuttavia la notizia della pubblicazione di questo sequel mi ha lasciato un po' interdetta: era veramente necessario?
A mio avviso, no.
Eccoci ancora qui ci mostra le vite di Ben e Arthur, i due protagonisti, a due anni dal finale di Può succedere anche noi. Entrambi sono andati avanti dalla loro rottura: Ben si è iscritto all'università, continua a lavorare al suo libro e frequenta Mario, un compagno di corso di origine portoricana come lui. Arthur invece continua a cercare un impiego nel settore teatrale ed è fidanzato da due anni con Mickey, un bravo ragazzo di Boston.
I due non si scrivono né si frequentano più, ma le cose iniziano a cambiare quando Arthur ottiene un posto di tirocinante a Broadway, e l'universo (terzo protagonista della storia fin dal primo libro) inizia ad inviare dei segnali ai due ragazzi: è il caso che riprendano a frequentarsi? Amano davvero Mario e Mickey o è un fuoco di paglia?
Il problema principale di questo libro, e forse dell'intero sottogenere, è che, a mio avviso, i romance cosiddetti "second chance" raramente funzionano se uno dei "rimpiazzi" si dimostra più interessante della persona che va a rimpiazzare. 
E in Eccoci ancora qui purtroppo succede una cosa di questo tipo.
Se nel primo libro avevo adorato Ben e Arthur come coppia, in questo caso il mio amore per loro ha iniziato a scricchiolare, forse proprio perché non vedevo necessario né il loro riavvicinamento, anzi, quasi quasi li vedevo meglio accanto ai loro nuovi ragazzi. Perché Può succedere anche a noi parlava di estate e di amori giovanili e un finale in cui i due protagonisti si perdono di vista, per quanto amaro, ci stava, era realistico, e, anzi, spesso i secondi amori sono tanto e forse anche più interessanti dei primi.
Mario, a mio avviso, lo è. Ho adorato il suo personaggio, soprannominato "Super Mario" (e gli calza a pennello), un estroverso aspirante sceneggiatore che spinge Ben a riscoprire la sua identità portoricana insegnandogli lo spagnolo e sono arrivata addirittura a preferirlo ad Arthur. Quest'ultimo, invece, l'ho trovato un po' sottotono in questo volume: seppur trovi il lavoro (temporaneo) dei suoi sogni, rimane fiacco e leggermente lamentoso fino all'epilogo. Fatto curioso, ho trovato fiacco e leggermente lamentoso (per non dire irritante), anche Mickey (ebbene sì, lui invece è soprannominato Mickey Mouse) il ragazzo con cui si frequenta da due anni, dunque secondo me le due coppie (Ben e Mario, Arthur e Mickey) erano veramente azzeccate.
Fortunatamente, nonostante ciò, il libro è comunque piacevole da leggere. Come anche il volume precedente è scritto usando l'alternanza dei punti di vista in prima persona di Ben (scritto maggiormente da Adam Silvera) e di Arthur (in cui invece è più evidente l'impronta di Becky Albertalli).
In generale, ho preferito i capitoli di Ben ma il romanzo è nella sua interezza scorrevole e divertente, e rimane una di quelle letture che "scalda il cuore", specie nell'epilogo, che ha lo stesso romanticismo di un barattolo di miele da 1 kg. 
Dunque la mia valutazione è di quattro stelline con un meno. Eccoci ancora qui, come romanzo a sé, mi è piaciuto ma, secondo me, rimane un gradino sotto a Può succedere anche noi, e forse, la storia di Arthur e Ben non aveva così tanto bisogno di essere continuata.

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