Pagine

martedì 1 dicembre 2020

Review Party: Gli inganni di Locke Lamora - Scott Lynch

 Ciao a tutti. Oggi esce un libro attesissimo: la riedizione di Gli inganni di Locke Lamora di Scott Lynch. 


TITOLO: Gli inganni di Locke Lamora 

AUTORE: Scott Lynch   

COLLANA: Oscar Vault

PREZZO (CARTACEO): 18,00€

PREZZO (EBOOK): 9,99€ 

TRAMA: Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.



È sempre bello quando un libro ti sorprende in positivo. 

Avevo delle aspettative su Gli inganni di Locke Lamora, primo volume della serie I bastardi gentiluomini, ma sono riuscita comunque a rimanere sorpresa: perché ho sentito parlare così poco di questa serie? 

I bastardi gentiluomini, infatti, non ha niente da invidiare a Nevernight o alla duologia di Sei di Corvi: anzi devo ammettere che le atmosfere che regnano in questo libro mi hanno ricordato parecchio la Godsgrave di Jay Kristoff e la Ketterdam di Leigh Bardugo. Peccato che la prima pubblicazione di Locke Lamora risalga al 2005, quindi circa dieci anni prima dei romanzi che vi ho citato. Non male, Scott Lynch! 

Nonostante la mole, oltre seicento pagine, e qualche momento di confusione di troppo, soprattutto nei primi capitoli, devo dire che Gli inganni di Locke Lamora mi è piaciuto in ogni suo aspetto. 

In primis, l'ambientaIone. La città di Camorr, come ho detto prima, mi ha riportato alle atmosfere di Nevernight e Sei di Corvi, con le sue strade brulicanti di nobiltà e delinquenza, i suoi ladri, la contrapposizione tra ricchi e poveri. Forse per colpa della scelta di Lynch di usare nomi che alle mie orecchie suonavano molto italiani, me la sono immaginata come una sorta di Venezia fantasy, ma in realtà le fonti di ispirazione per l'autore sono state molte di più, e non solo relative all'Europa Medioevale, Italia e Francia soprattutto. 

Prendete dunque un'ambientazione evocativa e ben costruita e aggiungetegli un protagonista accattivante: quello che otterrete è una miscela esplosiva. 

Locke Lamora è un protagonista davvero interessante e ben caratterizzato: tramite l'uso di flashback lo conosciamo fin dalla sua infanzia e assistiamo al suo addestramento compiuto da Padre Catena, sacerdote del Tredicesimo Dio, il Disonesto Tutore che protegge i ladri. Locke è arguto, ha cervello e abilità, ma il suo carattere scoppiettante a volte lo porta a commettere errori che rischiano di pregiudicare l'esito delle sue imprese. 

Per fortuna Locke non è da solo, ma è accompagnato dalla sua famiglia di ladri e amici: i Bastardi Gentiluomini, che, mettendo in pratica gli insegnamenti di Padre Catena, rubano solo alle persone facoltose. 

I gemelli Calo e Galdo Sanza, Cimice, Jean Tannen: i loro nomi forse non sono facili da ricordare, un problema che ho avuto con tantissimi personaggi e luoghi citati nel libro, ma sfido chiunque a non affezionarsi a loro nel giro di pochi capitoli. L'autore, infatti, pur non soffermandosi particolarmente sulla caratterizzazione interiore, è riuscito comunque a renderli un gruppo di personaggi complessi e accattivanti, che riescono ad attirare le simpatie del lettore e a farlo tifare per loro.

La scrittura, forse, è l'unico aspetto che, a mio avviso, non ha solo lati positivi. Da un lato mi piace come scrive Lynch: è riuscito a rendere scorrevole un volume grosso come questo e, a mio avviso, la scelta di dividere i lunghissimi capitoli del romanzi in paragrafi numerati di breve lunghezza si è rivelata vincente (Cassandra Clare guarda e impara). 

Tuttavia, soprattutto la prima parte del libro, si è rivelata piuttosto caotica: l'autore infatti ha creato un universo descritto nel minimo particolare e ci tiene a farcelo sapere... buttando fra le pagine centinaia e centinaia di nomi. Per di più anche l'alternanza fra passato e presente non è proprio, almeno all'inizio, un elemento chiarificatore: sebbene i flashback siano segnalati come "intermezzo" ho fatto veramente fatica a capire quanto tempo passasse fra i capitoli, e le lunghissime descrizioni ricche di termini inventati da Lynch non hanno aiutato. 

Contate che Locke Lamora è uno di quei romanzi in cui il cast di personaggi secondari è immenso e dunque iniziare a distinguere chi è quel tipo e chi è quell'altro, che magari ha un nome anche simile, non è una passeggiata.

Fortunatamente le scene d'azione sono stupende e il carisma di Locke è talmente ben scritto che, nonostante la confusione iniziale, il romanzo è riuscito a catturarmi e, arrivata alla fine, ho proseguito subito con la lettura del secondo volume.

Dunque, la mia valutazione è di quattro stelline e mezzo. Sono rimasta piacevolmente stupita da questo romanzo e spero vivamente che i seguiti si mantengano all'altezza di questo incredibile primo volume. Dopotutto, il mio primo pensiero a caldo, una volta conclusa la lettura, è stato:

"Locke Lamora, dove sei stato per tutto questo tempo?" 


Nessun commento:

Posta un commento