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lunedì 23 novembre 2020

Review Party: La vita invisibile di Addie LaRue - V.E. Schwab

Post 3 di 4, il clou della giornata: la recensione del romanzo più instagrammabile dell'anno, La vita invisibile di Addie LaRue di V.E. Schwab. Non mi dilungo tanto nella caption che la recensione è sufficientemente lunga e dettagliata! 


TITOLO: La vita invisibile di Addie LaRue   
AUTORE: V.E. Schwab
COLLANA: Oscar Vault  
PREZZO (CARTACEO): 24,00€
PREZZO (EBOOK): 10,99€
TRAMA: "Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.". 
E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? 
Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. 
Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di "Vita dopo vita" e "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo", "La vita invisibile di Addie LaRue" si candida a divenire una pietra miliare nel genere del "romanzo faustiano".


C'è sempre quel libro che, per colpa di una massiccia campagna promozionale, finisce per apparire in ogni post di ogni blogger di ogni parte del mondo.
Lo scorso anno era successo con Nevernight di Jay Kristoff la cui pubblicazione dell'intera trilogia in italiano coincideva con l'arrivo dell'ultimo volume della serie in inglese. 
Quest'anno è accaduto con La vita invisibile di Addie LaRue, il nuovo romanzo di V.E Schwab, la cui cui pubblicazione italiana, sempre curata da Oscar Vault, ha seguito di solo un mese quella in lingua originale.
Addie LaRue ha perseguitato per mesi, come un vero e proprio fantasma (e mai metafora fu più adeguata!) il mondo dei social per lettori: un po' colpa dell'autrice, che ha ripetuto fino alla nausea quanto questa storia le abbia richiesto uno sviluppo di dieci anni, quanto tenesse al personaggio di Addie e quanto lo considerasse il suo capolavoro, un po' colpa delle case editrici, specialmente quelle inglesi, che hanno invaso il mercato con ogni tipo di edizione speciale e gadget a tema, attirando l'interesse dei collezionisti.
Ho letto Addie LaRue con aspettative piuttosto alte e, comunque, posso definirmi soddisfatta: questo romanzo mi è piaciuto anche se, a mio avviso, non è il mio libro preferito della Schwab. 
Cover UK
Ma torniamo alla storia: Adeline LaRue, ragazza di campagna francese con un mentalità troppo moderna per l'epoca in cui è nata, viene costretta dalla famiglia a sposare un vedovo del villaggio. 
Non riuscendo a trovare alcun modo per sfuggire a quel matrimonio combinato che lei non vuole, Addie trova un'unica via di uscita: pregare gli antichi dei della natura, quelli più pericolosi, quelli che rispondono solo dopo il tramonto. 
Uno di loro, Luc, l'ascolta, promettendole un patto: vivere per sempre, ma a un prezzo, quello di non essere ricordata. Addie accetta: da allora ella scompare nei ricordi dei suoi famigliari, dei suoi amici e delle persone che incontra lungo il suo cammino, ma al tempo stesso, questo suo vivere senza legami le permette di viaggiare per il mondo, attraverso i secoli, lasciando impresso, a suo modo, un segno.
Fino al giorno in cui, a New York, un giovane libraio di nome Henry si ricorda di lei...
La storia in sé mi è piaciuta: il tema è molto classico, quello del patto col diavolo, qui in realtà rappresentato come un'entità molto meno religiosa e più legata alla natura, ma il modo in cui viene sviluppato è moderno e, a suo modo, originale. 
Gli eventi si sviluppano lungo diversi piani temporali: c'è Addie a New York, ai giorni nostri, e poi c'è la vita di Adeline, dall'infanzia a Villon-sur-Sarthe nel 1700, fino alle sue peregrinazioni per l'Europa prima e per il Nuovo Mondo poi, ma non solo, alcuni capitoli infatti sono dedicati anche al personaggio di Henry, il ragazzo che riesce a ricordarsi della protagonista, al suo presente ma anche al suo passato. 
La narrazione esplora molti temi: dalle relazioni di Addie, con la sua famiglia, con Henry e con Luc, fino al rapporto tra idee ed arte, che è una delle riflessioni più belle del libro, e a come sia possibile lasciare un segno pur essendo condannati ad essere dimenticati. 
Alcuni passaggi della storia sono davvero ben scritti ed emozionanti e si percepisce, leggendo, quanto l'autrice fosse emotivamente coinvolta nel processo creativo.
Tuttavia Addie LaRue non è un romanzo perfetto. I difetti ci sono, i più importanti dei quali sono la pesantezza e ripetitività che dominano la seconda parte del libro.
Perché i primi capitoli del libro sono scorrevoli ed affascinanti, ma ho avuto la sensazione, da un certo punto in poi, che la storia si impantanasse e che l'autrice si perdesse nelle sue riflessioni, al punto da perdere di vista il fine ultimo del romanzo. Dopotutto, Addie ha girato il mondo, conosciuto gente e vissuto eventi storici ma gli aspetti su cui si concentra la Schwab sono sempre i soliti tre: Addie che incontra un artista, o più spesso, ha una relazione con quell'artista, Addie che viene dimenticata, Addie che frequenta Luc. 
E, ma questa è più una mia opinione impopolare che un parere oggettivo, non ho per niente amato Luc: nelle intenzioni dell'autrice doveva essere un personaggio oscuro e seducente, ma io l'ho trovato piuttosto stereotipato, oltre a non averlo sopportato fin dalla sua prima apparizione. 
Ho preferito di gran lunga Henry, nonostante, se proprio devo esprimere un mio parere, i personaggi non siano il punto forte del romanzo: quelli riguardano più spesso lo stile, che sebbene mi abbia stufano è comunque migliore rispetto alla media dei romanzi fantasy odierni, e la struttura del libro che verte attorno a delle opere d'arte particolari che hanno una stretta relazione con la vita della protagonista. 
Dunque la mia valutazione è di quattro stelle. La vita invisibile di Addie LaRue è un buon romanzo, con una storia molto più riflessiva ed intimista rispetto ai fantasy che vanno di moda negli ultimi anni, tuttavia non è quel capolavoro che la massiccia campagna promozionale intentata dalle case editrici, e soprattutto dall'autrice stessa, vuole farci credere, sebbene rimanga comunque una lettura indispensabile per ogni fan di V.E. Schwab. 




1 commento:

  1. Anche per me non è un capolavoro, ma una lettura carina, mi aspettavo di più visto l'idea di partenza molto buona. A me Henry non è piaciuto più di tanto, avrei preferito delle caratterizzazioni un po' meno superficiali.
    Ti auguro delle buone letture!

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