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venerdì 26 giugno 2020

Review Party: Good Luck Girls - Charlotte Nicole Davis

Ciao a tutti. Nuovo review party, nuova recensione: giuro, non avevo mai visto, né su FB, né su IG, Good Luck Girls di Charlotte Nicole Davis, appena portato in Italia a Rizzoli. E credetemi, mi ero persa un buon young adult (anche se, sinceramente, nutro qualche dubbio sulla sua classificazione, per me è molto più un new adult, nonostante la mancanza di scene esplicite...) 


TITOLO: Good Luck Girls
AUTORE: Charlotte Nicole Davis
COLLANA: Rizzoli Argentovivo
PREZZO (CARTACEO): 19,00€
PREZZO (EBOOK): 9,99€ 
TRAMA: Le chiamano ragazze della Buona Fortuna, ma tutti ad Arketta sanno che quelle ragazze sono tutto tranne che fortunate: vendute ancora bambine a una "casa di benvenuto", marchiate con un tatuaggio maledetto e intrappolate in una vita che non avrebbero mai scelto. Quando una di loro uccide accidentalmente un uomo per legittima difesa, fuggono in cinque dalla casa di benvenuto e intraprendono un viaggio pericoloso e impossibile alla ricerca della libertà, della giustizia e della vendetta, in un mondo che ha negato loro ogni diritto. Inseguite dai poteri più corrotti e malvagi di Arketta, la loro unica speranza è riposta in una storia della buonanotte tramandata da una ragazza della Buona Fortuna all'altra, una storia a cui solo le più giovani e disperate tra loro sono disposte a credere. Perché possano sopravvivere, non basterà la buona fortuna. Servirà tutta la forza della loro amicizia.


Non ci sono più gli young adult di una volta: la prima scena, infatti, di Good Luck Girl è ambientata in quello che di fatto, nonostante il nome rassicurante di Casa del Benvenuto, è un bordello, e vede una delle protagoniste, la giovane Clementine di sedici anni, affrontare la sua prima Notte della Fortuna (vi lascio immaginare di che cosa si tratti in realtà). In preda al panico, la ragazza finisce per sfondare il cranio del suo pretendente con un abat-jour e per coinvolgere sua sorella maggiore e altre ragazze della casa in una fuga rocambolesca.
Cover US
No, non è spoiler: tutto ciò accade nelle prime dieci pagine del romanzo. E mi sono bastate dieci pagine per decidere che si, Good Luck Girls era una lettura che meritava molta, molta attenzione.
Good Luck Girls, nonostante la splendida cover dell'edizione UK, ripresa anche per quella italiana, non è un romanzo che si è visto in giro nei social e, a mio avviso, è un peccato perché presenta parecchi elementi che lo rendono una lettura attuale e diversa dal solito.
Per prima cosa Good Luck Girls è una lettura "friendly": le protagoniste Aster e Clementine sono ragazze di colore, così come variegato è il cast principale, e ci sono personaggi lgbt le cui relazioni, però, non risultano forzate, anzi, vengono inserite in sintonia con la trama principale (se c'è una cosa che, infatti, detesto, sono quei personaggi "gay perché sì" che alcuni autori americani inseriscono solo per accaparrarsi l'affetto di una determinata fetta di pubblico).
Anche le ambientazioni mi sono piaciute nonostante, a mio avviso, l'autrice avrebbe potuto fare molto di più per caratterizzare il suo mondo fittizio, Arketta. Infatti la narrazione è ambientata in quello che assomiglia a un vero e proprio stato distopico, in cui la popolazione è divisa in due gruppi, sanguepuro e sanguesporco e questi ultimi, a causa di alcuni debiti contratti dai loro antenati, sono costretti a vivere senza la loro ombra e ad essere discriminati.
Ad Arketta, inoltre, i fantasmi possono mescolarsi ai vivi, ed esistono altri elementi soprannaturali, come l'inchiostro magico con cui le ragazze della buona fortuna vengono tatuate in modo che tutti possano riconoscere la loro provenienza da una casa di benvenuto.
Tuttavia le notizie su Arketta, il suo governo e la sua storia, sono poche e frammentate e mi trasmettono più un'idea di confusione, come se l'autrice non avesse ben chiaro il world-building in cui ambientare la sua vicenda, che altro.
Ed è un peccato perché, se c'è una cosa che l'autrice è molto brava a fare, è descrivere le ambientazioni: Good Luck Girls mi ha trasmesso forti vibrazioni western, con deserti sconfinati popolati da spettri vendicative, e città pericolose popolate da malviventi.
Paradossalmente, credo che Good Luck Girl avrebbe funzionato meglio in un'Arizona in cui è presente per un qualche motivo l'elemento soprannaturale, che in un'Arketta che, sinceramente, devo ancora capire come l'autrice l'abbia pensata.
La trama mi è piaciuta: sostanzialmente questo primo volume ruota intorno alla fuga di Clementine e delle altre ragazze, alla ricerca di una misteriosa Lady Ghost, che sarebbe in grado di cancellare i simboli magici che le legano per sempre alla casa di benvenuto.
L'intera fuga è inoltre una scusa per l'autrice per mostrare come le protagoniste si adattino a situazioni impreviste e finiscano pure per compiere reati al fine di sopravvivere e aiutare ragazze in difficoltà come loro: Aster e le altre non sono eroine senza macchia e senza paura, ma sono umane, con i loro lati oscuri, le loro forze e le loro debolezze, e, proprio per questo motivo, mi sono piaciute di più rispetto alle loro omologhe degli young adult tradizionali.
Anche il finale l'ho trovato azzeccato: riesce a concludere le vicende senza cliffhanger esagerato, lasciando però una porta, anzi, un portone, aperto per il seguito.
Solo il lato romance avrebbe potuto essere migliorato: mentre per Aster avrei voluto più romance, perché la sua sottotrama avrebbe potuto permetterlo, non ho invece tanto amato l'evoluzione dei rapporti tra Zee e Clementine, che invece ho trovato troppo rapida e, in generale, un po' campata per aria.
Dunque, la mia valutazione è di quattro stelline. A volte i romanzo che vale la pena tradurre non sono quelli che hanno più seguito sui social e questo esordio di Charlotte Nicole Davis ne è un esempio. Spero che questo libro sia solo il primo di una serie e che Rizzoli porti in Italia anche gli eventuali seguiti.



2 commenti:

  1. Nono ho mai sentito parlare di questo libro ma la prima scena sembra nelle mie corde

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    1. E' molto carino ed effettivamente ha un inizio piuttosto forte (ma a me è piaciuto principalmente per questo)

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