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martedì 5 maggio 2020

Review Party: Electric State - Simon Stålenhag

Ciao a tutt. Oggi vi posto la prima delle recensioni dedicate alle graphic novel di maggio: oggi infatti si parla di Electric State, opera dell'illustratore e autore svedese Simon Stålenhag.



Considerato anche che questo tipo di opera è ammessa per la Empire of Fantasy and Sci-fi Reading Challenge ne approfitto anche per soddisfare uno degli obiettivi per me più difficili:

  • Un romanzo (graphic novel) apocalittico o post-apocalittico


TITOLO: Electric State
AUTORE: Simon Stålenhag
COLLANA: Oscar Ink
PREZZO (CARTACEO): 25,00€
PREZZO (EBOOK): 12,99€  
TRAMA: 1997. Una ragazza fuggita di casa e il suo piccolo robot giallo sono in viaggio verso Occidente attraverso un insolito paesaggio statunitense. Le rovine di giganteschi droni da battaglia sono disseminate per le campagne, ammucchiate insieme ai resti abbandonati di una civiltà ipertecnologica e consumistica, ormai in declino. A mano a mano che la loro auto si avvicina all’estremità del continente, il mondo fuori dai finestrini sembra disfarsi sempre più velocemente, come se, da qualche parte oltre l’orizzonte, il cuore vuoto della civiltà stesse infine per collassare.


Electric State è una graphic novel di Simon Stålenhag, un artista svedese di cui si è sentito recentemente parlare per Tales of the Loop, un'altra sua opera che ha ispirato la trasposizione omonima su Amazon Prime Video.
Non ho mai letto nulla di Stålenhag, nemmeno la sua opera più famosa, per cui sono rimasta sorpresa di fronte a Electric State, perché non assomiglia alla classica graphic novel a metà tra libro e fumetto. Anzi, direi che Electric State è un vero e proprio libro illustrato, perché l'accento è posto più sulle illustrazioni, che sono grandi, dettagliate e di altissima qualità, che sulla storia vera e propria.
La prima cosa che colpisce di questa graphic novel è infatti la mancanza dei dialoghi: non ho una grandissima esperienza nei confronti di questo genere, in quanto ho iniziato a leggerlo seriamente solo nel 2020, ma tutte le opere che ho letto (di cui ho già pubblicato le recensioni o le pubblicherò a breve) erano caratterizzate da un impianto narrativo basato su didascalie e battute, più simile a un fumetto che a un romanzo.

Un tavola della graphic novel

In Electric State invece la parte narrativa è più simile a un romanzo breve: c'è una protagonista, una ragazza di diciannove anni di nome Michelle, che racconta, anche attraverso l'uso dei flashback, il suo viaggio attraverso gli Stati Uniti in un 1997 completamente diverso da quello che conosciamo, in compagnia di un robottino dalla testa gialla di nome Skip, per un motivo che ci verrà rivelato solo verso la conclusione del libro. 
Nel 1997 in cui vive Michelle, infatti, il mondo è appena uscito da un devastante conflitto e gli umani sono assuefatti al neurocaster, una sorta di casco per la realtà virtuale che è diventato una vera e propria droga per la popolazione, causandone la morte: la storia quindi assume toni distopici e quasi post-apocalittici mentre, insieme alla protagonista, ci muoviamo in un mondo ostile e disturbante, in cui strane strutture e rovine abbandonate si ergono in mezzo ai deserti della California.
La parte scritta è abbastanza sintetica e ovviamente si concentra sulla narrazione dei fatti e sul vissuto della protagonista. Le descrizioni, invece, non sono lasciate alle parole, ma alle illustrazioni.
A livello di disegno, Electric State è una delle più belle, seppur fortemente inquietanti, graphic novels che abbia mai letto.

Un'altra tavola della graphic novel

L'arte di Simon Stålenhag è estremamente realistica pur nel suo rappresentare panorami che realistici, almeno in questo mondo, non lo sono: le immagini sono vivide come fotografie, e proprio per questo mi hanno impressionata. Non è caso, infatti, che in Electric Sate siano più le illustrazioni che le parole a permettere al lettore di immergersi nella storia. 
Infatti devo dire che, rispetto ad altre graphic novel la trama è molto meno consistente e anzi, forse non è altro che un pretesto, per l'artista, di legare fra loro le sue rappresentazioni di suoi bizzarri panorami post-apocalittici.
Ciò può essere un limite se in Electric State cerchiamo, oltre alla bellezza delle illustrazioni, anche una storia che sia avvincente come quella di un romanzo, ma se ci concentriamo sui pregi di questo libro (la bravura di Stålenhag come illustratore in primis) allora questa mancanza di sostanza non è più un difetto così insopportabile.
Quindi? In conclusione la mia valutazione è di tre stelline, con un più.
Se cerchiamo un libro illustrato Electric State è una meraviglia per gli occhi, ma se vogliamo una graphic novel che sia completa non solo dal punto di vista visivo che da quello della narrazione allora devo ammettere che manca qualcosa rispetto ad altre opere dello stesso genere.
In ogni caso Simon Stålenhag è un autore da tenere sott'occhio e prima o poi recupererò anche il più famoso Tales from the Loop. 


2 commenti: