lunedì 4 giugno 2018

Review Party: Iron Flowers - Tracy Banghart

Ciao a tutti. Oggi sul blog la prima recensione del... anzi di uno dei tanti review party dedicati al romanzo di cui tutti parlano: Iron Flowers di Tracy Banghart. Si parla di successo annunciato: sarà davvero così? 


TITOLO: Iron Flowers
AUTORE: Tracy Banghart
COLLANA: DeA Young Adult
PREZZO (CARTACEO): 15,90€
PREZZO (EBOOK): 6,99€
TRAMA: In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle gemelle non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Nomi è testarda e ribelle. Serina è gentile e romantica e ha sempre desiderato diventare una delle Grazie, una delle mogli del principe. Ma il giorno in cui le due ragazze si recano a palazzo, Nomi come ancella, Serina come candidata Grazia, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché contro ogni previsione è proprio Nomi a essere scelta dal principe come sua donna, non Serina... E mentre per Nomi inizia così una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, Serina, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata nell'isola di Monte Rovina, una prigione di donne ribelli in cui per sopravvivere occorre combattere e uccidere. Per entrambe, la fuga è impossibile e un solo errore potrebbe significare la morte. Quando non c'è soluzione, l'unica soluzione è cambiare le regole, e a volte bastano due sole donne per farlo.


Copertina anglosassone 1
Lo avete visto ovunque. Su ogni blog, su Instagram, su Facebook: non c'è lettore che non abbia visto la copertina di Iron Flowers di Tracy Banghart, bellissima, certo, ma che col senno di poi non rispecchia tanto il contenuto del libro come fanno quelle anglosassoni. Al di là dell'aspetto meramente grafico, Iron Flowers è un libro poliedrico: non mi è sembrato infatti di leggere un'unica storia ma due romanzi distinti, dei quali, a mio avviso, uno risulta decisamente migliore dell'altro.
Le protagoniste sono due sorelle, Serina e Nomi, che vivono in un mondo in cui la massima aspirazione per una donna è diventare una Grazia, una sorta di concubina del sovrano locale, chiamato con il modesto appellativo di Supremo. La prima,gentile e raffinata, è stata cresciuta per diventare Grazia, la seconda, dall'indole ribelle e caparbia, detesta tutto ciò che ha a che fare con il sovrano: entrambe rimangono pietrificate quando l'Erede del Supremo sceglie come sua Grazia Nomi, mentre Serina si ritrova ad essere condannata per un crimine che non ha commesso.
Partiamo dal lato positivo: la storyline di Serina. Serina è quel personaggio verso cui in genere le autrici di distopici covano un odio incolmabile: bella, femminile e sottomessa, incarna tutte le qualità associate ad un modello di donna remissivo e legato ad una società patriarcale. Fortunatamente il personaggio di Serina è fortemente dinamico: catapultata in un contesto in cui dolcezza e docilità sono sinonimi di morte sicura, riesce a crescere e a maturare, senza perdere però i tratti caratteristici della propria personalità, come l'affetto profondo che la lega alla sorella minore Nomi.
La trama legata a Nomi invece mi ha deluso: in genere adoro le storie di palazzo, con intrighi e sotterfugi, ma questa proprio non mi ha convinto, colpa forse di un personaggio, quello di Nomi, presentato come ribelle ma a dir poco statico e ciondolante per buona parte del romanzo, e anche di una somiglianza eccessiva con alcuni dei più grandi successi young adult degli ultimi anni, uno fra tutti Regina Rossa di Victoria Aveyard, con il quale ho trovato diversi aspetti in comune, legati tanto alla trama quanto ai personaggi.
Copertina anglosassone 2
Per quanto riguarda i personaggi secondari, sono le donne a far da padrone, soprattutto nella parte legata a Serina, fove i personaggi femminili risultano forti e tenaci, mentre devo dire che mi sarei aspettata un po' di più da quelli maschili, a partire dal principe ereditario Malachi e da suo fratello Asa, che, di primo acchito, mi hanno ricordato un po' i principi Cal e Maven del già citato Regina Rossa.
È forse questo il problema principale di Iron Flowers: non c'è stato niente, se non forse l'inaspettata evoluzione del personaggio di Serina, a farmi gridare non tanto al capolavoro, quanto alla novità.
Una scelta che non soddisfa i desideri di nessuno dei personaggi coinvolti? Già vista ne L'accademia del bene e del male di Soman Chainani.
Una competizione tra ragazze per un principe? Kiera Cass ha scritto un'intera serie a partire da questa idea.
Un mondo dove le donne sono oppresse da una società maschilista? È un tema caro a diversi romanzi, distopici e non.
Ciò non vuol dire che Iron Flowers sia un cattivo romanzo, anzi, è stata una lettura decisamente coinvolgente, che ho concluso in due giorni e che mi ha divertito e intrattenuto  tuttavia, viste anche le mie aspettative alle stelle, non posso nascondere il fatto che sono rimasta un tantino delusa.
Fortunatamente non ho nulla da dire sullo stile dell'autrice: semplice, scorrevole, adatto al genere e al pubblico a cui il libro è destinato, riesce a sopperire ad alcuni difetti della storia.
In conclusione la mia valutazione è di tre stelline e mezzo. Forse non sarà stato il romanzo che mi aspettavo, ma nel complesso Iron Flowers è una lettura carina, che consiglio a chi ama i fantasy con forti venature distopiche, e a chi cerca una storia comunque leggera ma con una forte condanna contro la disparità di genere e la violenza contro le donne.

7 commenti:

  1. belle le altre copertine, anche il titolo estero è più appropriato

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    1. In realtà il titolo italiano non mi dispiace e anche la copertina in sè non è male, solo avrei preferito una ragazza bruna anzichè la pseudo Daenerys che non c'entra niente col libro

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  2. Fury sarebbe Nomi??? ah... vabbè... anche io ho amato molto di più sia Serina che la parte dedicata a lei!

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    1. Secondo me Fury è Serina... o forse sono semplicemente le due facce delle sorelle (nelle intenzioni dell'autrice)

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  3. Abbiamo detto le stesse cose ma tu ovviamente sei riuscita a spiegarlo mille volte meglio! Bellissima recensione, sei riuscita a dire pregi e difetti del romanzo con una semplicità che io vado pure a nascondermi quando andrà online la mia XDDD

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    1. Troppi complimenti! E io non vedo l'ora di leggere anche le altre recensioni... era da un po' che non leggevo un libro che mi facesse confrontare così con le altre ragazze

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  4. Mi sa che abbiamo preferito tutte Serina!!! Forse il fatto di non aver letto Regina rossa mi ha permesso di non fare confronti e a godermi un po' di più la lettura

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