lunedì 12 dicembre 2016

Blogtour: Sully. Cosa accadde quel giorno

Ciao a tutti! Questo post ha una storia particolare: si, è un blogtour, ma è un argomento che mi tocca da vicino. Ho aperto questo blog nell'estate dopo la maturità, poco prima di iniziare la mia avventura universitaria. Credo di averlo ripetuto milleottocento volte, ma lo dico una in più: studio ingegneria aerospaziale. Non è facile trovare libri di narrativa che possano unire la mia passione verso questo mondo con quello che faccio, e studio, tutti i giorni, ma dopo essere venuta a conoscenza dell'esistenza di Sully, e non averlo visto quasi per niente pubblicizzato nella blogsfera, ho deciso di organizzare qualcosa per lui. La storia del volo US Airways 1549 è una favola del mondo aeronautico, che abbiamo studiato sia in impianti aerospaziali (materia che studia come sono fatti gli aerei) che in controllo del traffico aereo (dal punto di vista dei poveri controllori che si trovarono a gestire questa emergenza) e pensate che per me potrebbe essere addirittura una domanda d'esame. Dunque, in questa tappa vi parlerò di ciò che accadde quel giorno... 


Il 15 gennaio 2009, sei minuti dopo il decollo dall’aeroporto LaGuardia di New York, il volo Us Arways 1549 fu costretto a richiedere l’atterraggio di emergenza in seguito allo spegnimento di entrambi i motori.
Cosa era successo? Quel giorno il meteo non destava preoccupazioni e le condizioni di visibilità erano buone, al punto che, nelle registrazioni di volo si può sentire il capitano Sully dire:
"Uh, what a view of the Hudson today"

Avete mai sentito parlare di birdstrike? Con questo termine si identifica una delle maggiori cause di incidenti aeronautici: l’impatto del velivolo con uno stormo di volatili. L’ingestione di uccelli può infatti provocare gravi danni all'aeromobile, che vanno dai danni alla fusoliera e ai bordi di attacco, che non compromettono la sicurezza del volo ma comunque richiedono manutenzione, allo spegnimento o incendio dei motori, che invece può portare alla perdita dell'intero velivolo.
Infatti i turbofan, i motori più impiegati nell'aviazione civili, sono composti, tra le varie parti, da un imbocco che porta direttamente a un compressore assiale, dotato di pale: l'urto con un uccello può danneggiare in maniera irrimediabile queste ultime, causando la fine anticipata dell'intero processo, e dunque la perdita di potenza del velivolo- 
Nel caso del volo US 1549 pilota e copilota riferirono di aver sentito rumori e scosse provenire dalla parte frontale dell'aeromobile, poco dopo i motori iniziarono a perdere progressivamente potenza per poi spegnersi del tutto. 
Se state leggendo non preoccupatevi: i motori di un aereo vengono costruiti in maniera apposita per resistere all'ingestione di uccelli e testati al fine di sopportare l'ingestione di volatili di 2kg (praticamente dei polli!). Dunque a creare danni ormai è lo scontro con grossi stormi, composti da molti volatili, come nel nostro caso, dove la presenza degli uccelli è stata addirittura notata dai piloti, che, tuttavia non hanno potuto fare nulla per evitare il danno. 

A questo punto al comandante non restò altro che avvisare della situazione di estrema emergenza i controllori, i quali si attivarono per mettere a disposizione del pilota tutte le informazioni necessarie per affrontare la situazione, cercando di coordinarsi con gli aeroporti vicini per organizzare un atterraggio di emergenza. Il comandante Sully si trovò così con due alternative a disposizione:
-Tornare indietro all'aeroporto di partenza LaGuarda, a New York;
-Procedere verso l'aeroporto alternativo proposto dal controllore, Teterboro, situato in New Jersey, poche miglia a nord della posizione dell'aereo. 
Sully decise di non tornare indietro a causa del vento contrario che avrebbe ostacolato l'operazione e, inizialmente, tentò di avanzare verso Teterboro, ma la costante perdita di quota dovuta allo spegnimento dei motori portò alla drastica decisione: l'unico modo possibile per salvare i passeggeri sarebbe stato ammarare nel fiume Hudson, che scorreva sotto di loro. 
"We're unable. we may end up in the Hudson"
"This is Captain. Brace for impact"
(to brace: mettersi in posizione, prepararsi)

Fortunatamente l'avventura del US Arways 1549 si concluse nel migliore dei modi: tutte le 155 persone a bordo si salvarono, e i soccorsi riuscirono a raggiungere tempestivamente l'aeromobile. Solo in seguito Sully venne messo sotto inchiesta, con l'accusa di aver messo ulteriormente in pericolo i passeggeri a causa dell'avventatezza della sua scelta.
Cosa successe poi? Lo scoprirete leggendo il romanzo... 

Volete provare a vincere una copia cartacea autografata di Sully? 
Basta seguire queste semplici regole:
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Trovate qui la lista delle tappe:
1a tappa: Toglietemi tutto, ma non i miei libri
2a tappa: Hook a Book
3a tappa: Honey there are never enough books
4a tappa: Another life in books

7 commenti:

  1. Ho visto il film la settimana scorsa e l'ho voluto vedere non solo perché adoro Tom Hanks, ma perché credo che sia una storia straordinaria nel modo in cui tutta l'esperienza di Sully gli ha permesso di valutare nell'arco di pochissimi secondi - quando anche un secondo può fare la differenza - quale fosse l'opzione migliore per tentare di portare tutti in salvo.

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  2. Bellissimo approfondimento! L'ho trovato molto esaustivo :)

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  3. io adoro Tom hanks e questa storia vera mi ha subito convinto! curioso di leggere il libro!
    Luigi Dinardo
    luigi8421@yahoo.it

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  4. Ho sentito ultimamente parlare di questo libro/film
    Adoro Tom Hanks,non me lo lascerò scappare
    mila.mali@hotmail.it

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  5. Per me basta ci sia Tom Hanks ed é un film imperdibile! La trama del libro é davvero interessante, non conoscevo questa vicenda. Quindi spero di poter leggere presto questo libro!
    lauradomy@hotmail.it

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  7. Anche questo libro è finito dritto nella mia lista..anche se non nego che il film lo andrei a vedere:-)

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