giovedì 18 febbraio 2016

Recensione: A Court of Thorns and Roses - Sarah J. Maas

Ciao a tutti. Oggi ultimo esame della sessione: una volta dato, tornerò a rispondere ai commenti, promesso.
La recensione di oggi è della più difficile lettura in lingua che abbia mai affrontato! Batte persino il testo scientifico-romanzato sui gorilla di Dian Fossey, letto per il Blogger Love Project dell'anno scorso. Si, sto parlando di quello che al tempo stesso è un sogno e uno dei peggiori incubi: Sarah J. Maas. In italiano ho letto le sue storie senza problemi, ma come me la sarò cavata, io lettrice con esperienza media di lettura in lingua, con la sua serie, per ora inedita in Italia, A Court of Thorns and Roses? Scopritelo leggendo la recensione...



TITOLO: A Court of Thorns and Roses
AUTORE: Sarah J. Maas
COLLANA: Bloomsbury
PREZZO (CARTACEO): 10,90
PREZZO (EBOOK): 6,79
TRAMA: Feyre è una cacciatrice. Non le importa di uccidere un lupo per catturare la sua preda. Ma, come tutti i mortali, ha paura di ciò che aspetta senza pietà oltre la foresta. E imparerà che sottrarre la vita a una creatura magica comporta un alto prezzo…
Imprigionata in una corte incantata nel regno del suo nemico, a Feyre è permesso andare in giro, ma è proibito scappare. Il corpo del suo rapitore sopporta le cicatrici di un combattimento, e il suo volto è sempre mascherato –ma il suo sguardo penetrante la attrae sempre più vicino . Come i sentimenti di Feyre per Tamlin cominciano a bruciare ogni avvertimento che le è stato fatto su quelli della sua specie, un’ombra antica e malvagia cresce. 



Credo che A Court of Thorns and Roses (da qui per comodità accorciato in ACOTAR) sia stata una delle letture più intense, sotto tutti i sensi, di questo 2016, anche se, in verità, l'ho iniziato a fine dicembre scorso. Avevo aspettato molto a leggerlo, nonostante le recensioni più che entusiaste che avevo letto, per diversi motivi, il più ingombrante dei quali è sicuramente il mio timore reverenziale nei confronti della scrittura della Maas. E in effetti... Ci ho messo parecchio per leggerlo, molte volte, di fronte all'ennesimo periodo semi-incomprensibile, avrei voluto sassarlo via, ma, alla fine, ne è valsa decisamente la pena.



La storia è solo in parte un retelling della Bella e la Bestia, tanto che, nella seconda parte del romanzo, mi sembrava quasi più il rifacimento di un'altra fiaba che mi avevano raccontato alle elementari, ma di cui non mi viene in mente il titolo (ovviamente non esprimo nel dettaglio per evitare spoiler), ciononostante, in generale, la Maas è riuscita un'altra volta a creare un mondo complesso, sebbene in questo primo volume della serie non ci venga, come è logico che sia, presentato in ogni suo aspetto.
La storia ruota attorno a una ragazza di nome Feyre, abile cacciatrice, che uccide un lupo nella foresta. Fin qui niente di particolare... Peccato che l'enorme lupo incontrato dalla ragazza nella foresta non fosse un animale come tutti gli altri, ma un individuo appartenente al popolo dei Fae, creature magiche che abitano a Prythian, al di là del muro che le separa dalle terre mortali. Un accordo regola i rapporti tra umani e Fae e, in base a quest'accordo, Feyre deve passare il resto della sua vita a Prythian, nella magione del misterioso Tamlin, il cui volto è sempre nascosto da una maschera...
In questo romanzo niente è come sembra. Feyre è una protagonista femminile decisa e anche troppo testarda, diversissima sia dalle classiche damigelle in pericolo, che dall'agguerritissima Celaena, protagonista dell'altra serie della Maas. Mi ci sono voluti numerosi capitoli per affezionarmi a questo personaggio, visti anche i suoi numerosi spigoli caratteriali, ma devo dire che, nonostante qualche eccesso di supereroismo, della serie "faccio tutto io e ce la posso fare" per una storia del genere, a mio avviso non poteva esserci protagonista migliore.
Invece con Tamlin, il protagonista maschile, non c'è stato alcun problema: a parte le prime apparizioni, quando ancora la sua figura era avvolta nel mistero, devo dire che mi ha subito conquistato, come la maggior parte dei personaggi maschili creati dalla penna della Maas. Non a caso, credo che un pregio, o forse un limite, di questa autrice sia saper caratterizzare meglio i personaggi maschili rispetto a quelli femminili: certo, ci sono delle eccezioni, ma è un pensiero che, guardando anche alle sorelle di Feyre mi è passato per la testa durante la lettura.



La storia in generale mi è piaciuta, però ho trovato che ci sia un grande stacco tra la prima metà e la seconda del romanzo. La prima parte, infatti, l'ho trovata abbastanza placida tanto che, in alcuni capitoli, mi sono un po' arenata con la lettura. Forse la ripetitività di alcune situazioni non ha giovato in questo contesto. Al contrario, la seconda parte l'ho trovata decisamente più ricca di azione e di pathos: gli avvenimenti sono coinvolgenti e ti tengono incollati alle pagine, mentre si susseguono scene all'ultimo respiro e colpi di scena.
Per quanto riguarda lo stile della Maas... Dire che è bello elaborato è poca cosa. Ho letto la serie del Trono di Ghiaccio in italiano e non mi ero resa conto di quanto i suoi periodi fossero curati e di che lessico variegato usasse, in quanto questi aspetti tendono a perdersi un po' nella traduzione. Invece leggerla in lingua... è stato pesante, lo ammetto. Non che sia impossibile, anzi, è fattibile, solo vi consiglio di affrontarlo in un periodo non troppo pieno, come è, per esempio, il periodo degli esami, o quello delle verifiche al liceo, perché si tratta comunque di un romanzo bello tosto.
Però, lo stile è molto bello, e nonostante, a differenza del Trono di Ghiaccio, la storia venga raccontata in prima persona, la scrittura risulta comunque raffinata. A volte mi è addirittura venuto il dubbio che fosse un po' troppo per una protagonista come Feyre, che in fondo viene presentata come mezza analfabeta, ma, incredibile ma vero, la Maas affronta e risolve questa questione all'interno della storia stessa, ed è una cosa che, sinceramente, mi ha colpito e che ho apprezzato parecchio.





Il finale risulta praticamente autoconclusivo, ed è stato un bene per me, perché non sono un'amante di quei romanzi troncati di netto manco fossero episodi di serie tv. Inoltre questa scelta mi mette addosso una grande curiosità: su cosa si baseranno i seguiti di ACOTAR. Nonostante l'autrice lasci aperti diversi spiragli, la mia curiosità, in questo senso, è molto forte.
In conclusione la mia valutazione è di quattro stelline: il romanzo mi è piaciuto parecchio, nonostante ci abbia messo un'eternità per riuscire a portarlo a termine. Ciononostante sicuramente leggerò il seguito, sebbene le sue seicento e passa pagine mi terrorizzino parecchio e mi sento di consigliarlo anche a voi, soprattutto se avete una certa esperienza nelle letture in lingua. Invece, se siete alle prime armi, lasciate perdere: sicuramente, leggendolo con un po' di esperienza, avrete l'occasione di apprezzarlo di più.


8 commenti:

  1. Ma sai che lo sto leggendo proprio in questo periodo?
    Proprio per il suo essere così pesante, per via della scrittura della Maas non proprio semplice (ok, è un eufemismo XD) sto andando a piccole dosi... ne leggo qualche capitolo solo quando prendo l'autobus :3 ma va bene così... lo sto prendendo con calma e sto cercando di godermelo!
    Ancora sono praticamente all'inizio (Feyre è appena arrivata oltre il muro) ma sono molto curiosa di vedere come proseguirà :D e di scoprire come mai secondo te la seconda parte è più bella *-*

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    1. Anche io ne ho letto un capitolo per volta (anche se a dire il vero faccio fatica a leggere in lingua in autobus... anzi faccio fatica in generale!) comunque secondo me è proprio la tattica giusta. Comunque hai ragione: la Maas scrive bene, ma semplice è proprio un eufemismo...

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  2. Lo vorrei proprio leggere *-*
    Chissà che non decida di comprarlo per leggerlo in originale c:

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    1. Per ora c'è solo in lingua :P anche se esiste una petizione per pubblicarlo in italiano!

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  3. Ce l'ho in lista e spero di prendere la versione cartacea al più presto, mi ispira tantissimo *_*

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    1. Io ho l'edizione tascabile e non ha niente da invidiare a quella rilegata. Costa la metà e ha una copertina con i decori in rilievo

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  4. Io ce l'ho sul comodino, in teoria non dovrei aver problemi dato che ormai leggo al 90% in inglese, ma non si sa mai ahaha speriamo

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    1. Dovresti cavartela senza problemi :) io leggo il 30% in lingua e ci ho messo fatica ma alla fine sono arrivata all'ultima pagina capendo quasi tutto

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