domenica 24 gennaio 2016

Recensione: L'Amante Giapponese - Isabel Allende

Ciao a tutti! Questo è un libro letto per la sfida Bookopoly che mi ha restituito la voglia di leggere in un periodo bruttino... basti pensare che lo leggevo la sera anche dopo una giornata piena di studio, quando, di solito mi limito a guardare la tv o ad andare direttamente a letto! La recensione è stata scritta di getto al termine della lettura, forse è un po' adorante, ma vi assicuro che è tutta vera!


TITOLO:
L'Amante Giapponese
AUTORE: Isabel Allende
COLLANA: Feltrinelli
PREZZO (CARTACEO): 18,00
PREZZO (EBOOK): 12,30
TRAMA: L’epica storia d’amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei: una vicenda che trascende il tempo e che spazia dalla Polonia della Seconda guerra mondiale alla San Francisco dei nostri giorni.
“Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l’ossigeno.”


L’Amante Giapponese di Isabel Allende è stata una meravigliosa sorpresa. Meravigliosa. Non credo ci siano altri aggettivi adatti a descrivere questo romanzo. 
Non perfetto, perché sono pochissimi i romanzi propriamente perfetti, forse nessuno, ma ho amato l’Amante Giapponese, come e forse anche di più della Casa degli Spiriti, il più famoso dei libri scritti da Isabel Allende, che ho letto lo scorso novembre. 
L’unico elemento del romanzo che mi ha fatto storcere lievemente il naso, ma in altri romanzi non me ne sarei nemmeno accorta, è il fatto che la storia risulti eccessivamente raccontata. Avrei infatti preferito che certe parti fossero più vissute e meno esposte come un raccontino, lo so che la storia si basa proprio su un racconto, però questo mi ha portato ad impiegare qualche capitolo in più ad entrare nella storia e, secondo me, finisce per essere una delle poche imperfezioni del romanzo.
Tuttavia, una volta entrata nella vicenda, non sono più voluta uscire: fidatevi quando vi dico che è uno di quei romanzi da leggere nei periodi di preoccupazioni, per estraniarsi dalla realtà ed entrare in una storia di amore, amicizia, e anche egoismo incredibilmente coinvolgente. Per una volta ho apprezzato tutti i personaggi in scena, a partire dalle due protagoniste. 
Irina Bazili, la prima ad entrare in scena, è una giovane emigrata moldava impiegata a Lark House, il cui compito è assistere gli anziani, che nasconde un passato complicato, All’inizio l’avevo trovata quasi troppo buona per essere vera, ma nella sua fragilità e nel suo modo cauto, gentile e modesto di approcciarsi agli altri è riuscita a conquistarmi. 
Alma Belasco, invece, con la sua fisicità dominante e la sua personalità dirompente, mi ha colpita fin da subito: l’ho trovata un personaggio ben realizzato, corredato sia di pregi che di (grandissimi) difetti, ed è sicuramente una donna interessante sotto tutti i punti di vista, nonostante, o forse grazie alle sue imperfezioni. Il fatto poi che la conosciamo da bambina, appena separata dai genitori polacchi quando la seconda Guerra Mondiale sembrava ormai inevitabile, e percorriamo insieme a lei l’intero Novecento fino ai giorni nostri, guardandola affrontare il bello, e il brutto, della vita, ed assistendo ad ogni sua scelta, me l’ha fatta piacere ancora di più, rendendola molto più che una sagoma di carta.
Nonostante l’attenzione alle figure femminili anche tra i personaggi maschili si incontrano esempi positivi, da Nathaniel, amico, confidente e poi marito di Alma, a Seth, il suo (adorabile) nipote. Ovviamente, avere buoni personaggi è già un gran pregio per un romanzo, ma non è solo questo che mi ha fatto adorare L’Amante Giapponese. 
La scrittura, infatti, è l’altro pilastro del romanzo. Non saprei come definirla, se non divina. E’ elaborata ma non prolissa, raffinata ma non eccessiva, poetica ma non per questo artificiosa. Ho letto qualche mese fa la casa degli Spiriti, il capolavoro della Allende, e devo dire che se, in quel caso la prosa dell’autrice cilena mi era sembrata un po’ pesante, in questo caso, complice anche la non eccessiva lunghezza del romanzo, sono riuscita a godere al meglio di ogni parola uscita dalla penna di questa favolosa scrittrice. 
La sola cosa che forse avrei voluto vedere nel romanzo, è un po’ più di quell’elemento magico che caratterizza le opere della Allende e che qui appare solo accennato, ma devo dire che questo è un romanzo molto diverso dalla Casa degli spiriti, e che forse non è nemmeno giusto nei confronti dell’autrice confrontarli. 
Dunque, la mia valutazione è di 4 stelle e mezzo, con mezza stellina tolta solo perché alcune parti sono troppo raccontate e, forse, ripensandoci terminata la lettura, un po' esagerate. Ma ciò non toglie nulla a un romanzo ricco di pregi e assolutamente consigliato!

16 commenti:

  1. Bella recensione. Non ho mai letto nulla della Allende, ma questo romanzo mi ispira parecchio fin dalla copertina!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti i colori della copertina sono molto belli... comunque puoi iniziare da questo romanzo per conoscere la Allende

      Elimina
  2. Bellissima recensione, ho questo libro sul mio Kobo da fin troppo tempo, magari sarebbe ora di dargli un'occhiata eheh

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse sì, soprattutto se ce l'hai già nel kobo...

      Elimina
  3. Ho amato tantissimo anche io questo libro, è molto molto bello!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai! sono contenta che la pensi come me!

      Elimina
  4. M'incuriosisce molto questo libro, e dopo una recensione così penso proprio che non me lo perderò! E poi sì, è ora di riempire le mie lacune con Allende, visto che nemmeno io (come la commentatrice sopra) ho ancora letto qualcosa di suo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io l'ho scoperta solo da pochi mesi, e ho letto per prima cosa il suo capolavoro, La casa degli spiriti, non proprio leggerissimo ma affascinante... ora vorrei recuperare altri suoi romanzi, comunque con quei due lì non sbagli ;)

      Elimina
  5. Ciao! La tua recensione è bellissima e prima o poi sarà una mia lettura =)

    RispondiElimina
  6. E come potrei non desiderare questo romanzo dopo una recensione simile?? ;-)
    La Allende mi è sempre piaciuta, soprattutto i suoi vecchi romanzi La casa degli spiriti e D'Amore e Ombra, poi nella fase dei libri per ragazzi l'ho abbandonata, ma ora la riprenderò sicuramente!! Bellissima recensione! ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie ^^ Io oltre all'Amante Giapponese ho letto solo La casa degli Spiriti, bellissimo, ma in futuro vorrei recuperare altri suoi romanzi, magari azzardando qualche lettura in lingua originale

      Elimina
  7. Ciao Sibil :)
    Questo romanzo mi attira tutte le volte che entro in libreria, ma sono stata un po' restia a comprarlo, perché temevo di non essere nel periodo più giusto per leggere un romanzo della Allende. Avendo letto di suo solo La casa degli spiriti (romanzo che comunque ho apprezzato moltissimo), ho sempre temuto che i suoi romanzi fossero tutti così emotivamente pesanti come quello.
    Dalla tua recensione sembra invece che questo sia molto più leggero e delicato, quindi penso proprio che vincerò la mia reticenza e lo proverò.
    A presto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Casa degli Spiriti l'ho letta anche io, e anche io l'ho trovata, per quanto bellissima, pesane, non solo emotivamente. Ti assicuro invece che questo romanzo è molto più leggero. L'unica cosa pesante... è il prezzo!

      Elimina
  8. Ho letto come cose della Allende, il suo stile è particolare e mi piace. Questo libro però non l'ho mai letto, ci dovrò fare un pensierino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, secondo me ne vale la pena (tra l'altro i libri dell'Allende sono facili da trovare in biblioteca)

      Elimina